SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Andare a giocare in casa di una formazione che, nelle ultime tre partite casalinghe, ha segnato 14 gol subendone solo 2, e pensare di dare una lezione di calcio, è cosa ardua. Se poi ricordiamo che la Samb è stata surclassata con un 3-0 che non ammette repliche neanche un mese fa proprio dall’Ancona, allora il morale potrebbe scendere sotto i tacchi.

Ma non è e non deve essere così. Ci sono buoni motivi per ritenere che i rossoblu che andranno, domenica prossima, ad Ancona – pur se stavolta privi del sostegno dei propri tifosi – sono parenti, se non lontani (questo lo sapremo a fine gara) almeno distanti da quelli sbadati che videro dalle parti del Conero.

Dobbiamo trarre il meglio da questa sconfitta” dissero giocatori, Palladini e dirigenza. Il primo insegnamento è stato quello di virare verso un modulo tattico un po’ più assennato: via i tre difensori, dentro la difesa a quattro. Da qui si passa alla seconda operazione: trovare gli uomini titolari per il centrocampo, attorno ai quali ruotare rincalzi a seconda delle necessità. Fase che, la gara contro la Vis testimonia, è in corso di svolgimento (abbiamo letto da un giornalista di Pesaro: “Ogni volta che Pazzi, Di Vicino o Napolano perdevano il pallone, le ripartenze vissine non trovavano praticamente ostacolo”…). Se esistono chiave di volta, abbiamo provato ad approfondirle ieri (leggi qui).

La terza operazione è quella legata al nome di Giorgio Di Vicino: giocatore che non è stato (ri)accolto da tutta la tifoseria con entusiasmo per via della lunga trattativa estiva, ma che se vuole è in grado, da solo o in coppia con Pazzi, di cambiare il corso della partita. Non sappiamo se già ad Ancona Palladini voglia lanciarlo come titolare. Fatto sta che riteniamo la coppia Pazzi-Di Vicino capace di trascinare la Samb a qualsiasi risultato in qualsiasi partita. Se però dietro non ci si perde…

Detto questo, un elemento fondamentale però è legato alla questione mentale. L’Ancona è per forza favorita nella gara con la Samb e, per quel che ha fatto vedere fin qui, nella vittoria del campionato. Ruolo che spettava ai rossoblu esattamente un anno fa. Perché per vincere i campionati serve una dote che non si vende al calciomercato: l’umiltà e la tranquillità. Quella che aveva, ad esempio, la ..

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