SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quello che penso l’ho detto tempo fa; dirò il resto quando la partita sarà finita. Attualmente è ancora aperta, si deve giocare tutto il secondo tempo”. E’ un Giovanni Gaspari irritato quello interpellato sull’attuale situazione della sanità locale. Nonostante sia stata scelta Ascoli – e non San Benedetto – come sede di una delle cinque Aree Vaste delle Marche, il primo cittadino rivierasco mostra i muscoli ed un inaspettato ottimismo: “La giunta regionale ha deciso un’altra cosa rispetto a quello che credevamo, vedremo cosa accadrà. Io prevedo che ne usciremo soddisfatti, ma se dovessimo venire umiliati diremo la nostra”.

Sorrisi di facciata a parte, è reale e palpabile la guerra fredda in atto tra l’amministrazione sambenedettese e Gian Mario Spacca. “La sede delle Asur 12 e 13 deve dovrà essere a San Benedetto”, aveva avvertito recentemente Gaspari. “Questa città – proseguiva – è la più dinamica della provincia. Un capoluogo provinciale non è per forza a capo di una struttura. Se così fosse sarebbe un’ingiustizia”.

Il nuovo direttore dell’Asur dovrebbe essere nominato entro la fine del mese. Il sindaco spera ovviamente in un assoluto dietrofront  di Palazzo Raffaello, ma tiene comunque a precisare che, in caso di conferma dell’iniziale decisione “non è detto che tutto si sposti in Ascoli; degli uffici verrebbero decentrati”.

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