SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Predicare bene e razzolare male. E’ quello che starebbe facendo il centrosinistra sambenedettese, almeno secondo Paolo Canducci, assessore all’Urbanistica e all’Ambiente assai critico sulle voci circolate in merito al rinnovo delle presidenze delle società partecipate del Comune: “Non se ne è mai parlato né nelle riunioni di maggioranza, né in giunta. Quello che so l’ho appreso dai giornali. In ogni caso sono dell’idea che un consigliere comunale non può andare a presiedere una di quelle aziende. E’ una questione di etica e morale, a prescindere da quello che dice la legge”.

Una vera e propria sfuriata che trova d’accordo tutto Il sole che ride e che va a pungere quegli esponenti dati per favoriti per la successione dei vecchi responsabili. Nel mirino quindi Gianluca Pasqualini (Pd), in pole per la presidenza della Riserva Sentina al posto di Pietro D’Angelo, Giancarlo Vesperini (Idv), diretto all’Asilo Merlini in sostituzione di Enrico Pompei e Alessandro Zocchi – altro democrat – fuoriuscito dal Consorzio Turistico Riviera delle Palme lo scorso giugno, ma in procinto di rientrarci se il doppio incarico non risulterà incompatibile.

“Non si possono fare sempre le pulci agli altri – prosegue Canducci – si critica tanto il centrodestra poi però si permettono queste cose, si deve dare l’esempio. Se vogliono prendano delle deleghe, come ha fatto Andrea Marinucci, nessuno glielo impedisce”. Per l’assessore sarebbe anche un modo per far circolare volti e nomi nuovi, al di fuori dei soliti noti: “Credo sia giusto coinvolgere chi alle elezioni ha partecipato rimanendo fuori per un soffio; la discussione politica va aperta pure a loro, altrimenti finisce che ce la cantiamo e ce la suoniamo tra di noi”.

L’ultimo affondo riguarda infine il merito: “Bisogna tener conto delle competenze specifiche delle singole persone. E’ un principio che va di pari passo con l’equilibrio all’interno dei partiti e della coalizione. D’Angelo fu proposto perché possedeva delle conoscenze in quel settore, era il più indicato nonostante fosse all’epoca già in rottura con i Verdi”. Se non è fuoco amico, poco ci manca.

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