SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pubblichiamo di seguito una “lettera aperta” di Riego Gambini, coordinatore responsabile del portale di bioclimatologia applicata Meteorivierapicena.net (oltre che candidato alle ultime elezioni sambenedettesi nel Movimento 5 Stelle), inviata all’Assam regionale (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche)

E’ mia volontà segnalare che presso il giardino comunale, sito in Via Olindo Pasqualetti a San Benedetto del Tronto, il 40% dei lecci presenti sono praticamente morti o mostrano chiari segni di malattia. Purtroppo non sono solo i lecci ad essere in difficoltà dato che, soprattutto nell’area sud-ovest, anche altri soggetti sono ammalati.

Il giardino in questione è stato completamente ristrutturato nel corso dell’anno 2010 ed inaugurato alla fine del mese di luglio sempre del 2010.

Ho deciso di segnalare questa situazione anche a seguito della dichiarazione che il Vice Sindaco della città di San Benedetto del Tronto ha pubblicamente fatto durante lo scorso Consiglio comunale del 5 settembre 2011, affermando che trattasi di evento naturale : “…Conosciamo bene il problema – ha detto – che dipende dall’innalzamento delle falde acquifere e il leccio è una essenza arborea che non ha necessità di troppa acqua…”.

Personalmente non ritengo questa esposizione dei fatti esaustiva né tanto meno veritiera, per cui chiedo che venga fatta luce sulla questione che oltretutto sta generando una condizione di pericolo per i numerosissimi visitatori del giardino, visto che il tronco di molti alberi (stiamo parlando di esemplari che presuppongo abbiano 30/40 anni o forse più) si sta letteralmente spaccando, in senso longitudinale, determinando quindi il rischio di cedimento.

Non è certamente mio compito elencare la serie di segnali che evidenziano la presenza di elementi patogeni e/o parassiti che possono essere osservati e rilevati anche attraverso una semplice perlustrazione dell’area in questione e che indicano quindi il livello di stress che la gran parte delle essenze arboree presenti sta subendo; per cui vi invito, anzi, vi chiedo di intervenire personalmente in modo tale da verificare la veridicità delle informazioni che vi sto trasmettendo attraverso questa lettera.

Rimanendo a vostra disposizione per ogni eventualità, nell’attesa, porgo i più cordiali saluti augurandovi buon lavoro.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 748 volte, 1 oggi)