MARTINSICURO – Le acque alla foce del Tronto, nei pressi del depuratore di Martinsicuro: “gravemente inquinate” per Legambiente, “sempre eccellenti” per l’Arta (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente). Due responsi opposti, il primo dei quali ha fatto cadere dalle nuvole l’amministrazione Di Salvatore, che ha fortemente contestato il comunicato stampa di Goletta Verde, tanto che il consigliere delegato al Demanio Massimo Vagnoni ha chiesto un incontro chiarificatore con i dirigenti di Legambiente.

“Abbiamo chiesto a Legambiente – afferma Vagnoni – che ci venga fornito con estrema urgenza l’esatto punto in cui sono stati effettuati i prelievi, le risultanze delle analisi eseguite, se il punto di campionamento è stato georeferenziato (ossia dotato di una precisa dislocazione geografica, ndr) e se il sistema di campionamento è stato eseguito nel rispetto delle norme tecniche previste”.

“Nell’area del porticciolo – prosegue – a ridosso dello sbocco al mare del Tronto, viene emesso annualmente l’assoluto divieto di balneazione, mentre le acque di balneazione analizzate dall’Arta a 25 metri a sud del porticciolo (quindi prossime rispetto allo sbocco a mare del Tronto) nel periodo aprile-agosto 2011 sono risultate sempre eccellenti”.

Il consigliere al Demanio spiega poi che le analisi sulle acque di scarico in acque superficiali, prelevate presso il depuratore (al pozzetto fiscale) e trasmesse nel corso dei mesi dall’Arta, “sono risultate sempre conformi ai limiti legislativi”.

Come si spiega allora quel “gravemente inquinato” riferito al campione di acqua analizzato da Goletta Verde? “E’ quello che vogliamo sapere – prosegue Vagnoni – e i rappresentanti di Legambiente ci dovranno anche spiegare le motivazioni che hanno portato ad una progressiva riduzione delle Vele del Touring Club dal 2007 ad oggi, seppure il nostro territorio non abbia avuto dei peggioramenti dei parametri di valutazione per l’assegnazione del riconoscimento”.

L’inquinamento prospettato da Goletta Verde alla foce del Tronto ha riacceso il dibattito sulla necessità improrogabile di delocalizzare il depuratore di Martinsicuro. Un intervento prospettato parallelamente alla costruzione del ponte ciclopedonale sul Tronto, con la struttura a fare da supporto ai tubi dei liquami da convogliare al vicino impianto di San Benedetto.

“A differenza di quanto sostengono le opposizioni – afferma Vagnoni – l’amministrazione ha tutte le intenzioni di smantellare l’impianto, ma ci sono delle difficoltà oggettive che esulano dalla nostra volontà”. L’ostacolo più grande da superare sarebbe quello di natura economica: per far fronte ad un intervento simile (delocalizzazione e costruzione del ponte ciclopedonale) si parla di cifre sui tre milioni di euro circa, da suddividere tra i vari enti coinvolti. E se tutti si dicono favorevoli alla realizzazione dell’attraversamento ciclopedonale, nessuna dichiarazione esplicita sarebbe ancora stata fatta in merito alla delocalizzazione del depuratore di Martinsicuro. “Abbiamo intenzione di convocare un incontro con il Comune di San Benedetto, le due Province di Teramo e Ascoli, le Regioni Abruzzo e Marche e tutti gli enti coinvolti per affrontare nel dettaglio la questione”.

Per ora, visto che l’iter per il ponte ciclopedonale si prospetta lungo e pieno di ostacoli, l’amministrazione pensa ad una soluzione più fattibile per attraversare il Tronto a piedi o in bicicletta: la realizzazione di un percorso sulle due sponde del fiume, da raccordare alla pista già predisposta sul nuovo ponte sulla statale.

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