CASTEL DI LAMA – La Copagri (Confederazione Produttori Agricoli) e  la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) possono dirsi soddisfatte dei risultati raggiunti. Durante la diciassettesima edizione della “Rassegna Agricola Picena” che si è svolta dal primo al 4 settembre a Castel di Lama, le due associazioni sono state promotrici, insieme alla Provincia di Ascoli Piceno ed al comitato della manifestazione, del convegno di domenica intitolato “Il Piceno, un’agricoltura tra due regni: evoluzione dell’imprenditoria femminile in agricoltura nel 150° dell’Unità d’Italia”.

Proprio in questa occasione è stato assegnato il premio Rap 2011 all’imprenditoria femminile che si è distinta in agricoltura e nei servizi collegati. Il riconoscimento è stato consegnato da volti noti come Massimiliano Ossini e Luca Sardelli ad aziende giovani che in pochi anni sono riuscite a farsi conoscere ed affermarsi in un panorama agricolo ed agroalimentare in continua evoluzione, hanno meritato questa menzione: Clara Marcelli di Castorano produttrice di vino; Salvucci Gisella di Offida produttrice di olio extravergine di oliva; Beatrice Goroni di Castignano produttrice di olio extravergine e confetture; Daniela Pellicelli di Montemonaco azienda cerealicola produttrice di pane e prodotti da forno; Santini Franca dell’azienda Mastro Birraio di Folignano produttrice di Birra Agricola; Sciamanna Stefania della Trivelli Tartufi di Roccafluvione e Graziella Traini produttrice di mele rosa e titolare di un agriturismo a Montedinove.

Ha affermato a proposito Massimo Maranesi, rappresentante della Copagri di Ascoli Piceno e Fermo: “La presenza femminile nel settore dell’agricoltura può essere considerata una risorsa chiave all’interno delle sfide con cui il settore è chiamato a confrontarsi. Il ruolo delle donne nel mondo agricolo ha subito importanti modifiche di carattere qualitativo nel corso del tempo, in particolare dalla metà degli anni ’90 le donne hanno dimostrato di essere molto attive nel migliorare la qualità del loro lavoro e delle aziende che conducono, all’interno di un panorama di profonda trasformazione».

“Queste imprese “in rosa” – ha aggiunto Massimo Sandroni della Confederazione Italiana Agricoltori di Ascoli Piceno e Fermo – si sono distinte in particolare in ambiti come l’accoglienza, la cucina, le preparazioni alimentari, le lavorazioni artigianali legate alla vita dell’antica azienda contadina. Inoltre l’apporto di idee e di proposte delle donne può sicuramente contribuire ad una svolta in grado di aprire al settore prospettive nuove e più incoraggianti». L’impegno di Copagri e Cia è ora quella di tenere sempre in maggiore considerazione il mondo delle donne cercando di renderlo parte integrante anche dei tavoli di partecipazione politica.

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