SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Perché sprecare i vecchi quotidiani per incartare il pesce? Un gruppo di scienziati americani dell’Università di Tulane a New Orleans, nello Stato della Louisiana, ha scoperto, e reso noto lo scorso 25 agosto, una famiglia di batteri in grado di ottenere butanolo dalla carta.

Il butanolo è capace di sostituire i combustibili fossili nella propulsione dei veicoli a motore costituendo di fatto una concreta alternativa sostenibile. Da anni si studia la possibilità di ottenerlo su larga scala partendo dalla fermentazione di rifiuti agricoli e l’ostacolo più importante che ha frenato il suo sviluppo è il costo della tecnologia. Lo studio degli scienziati americani invece sembrerebbe abbattere proprio quest’ultima barriera.

Infatti il batterio nominato Tu-103 è in grado di trasformare la cellulosa in butanolo in modo diretto senza la necessità di un ambiente privo di ossigeno. E considerando che solo negli Stati Uniti d’America ogni anno vengono distrutti oltre 320 milioni di tonnellate di cellulosa, si può facilmente intuire come la scoperta potrà costituire in futuro un’opportunità interessante.

Altra nota positiva è costituita dalle caratteristiche del butanolo che può essere facilmente impiegato negli autoveicoli attualmente in circolazione senza particolari modifiche al motore e può essere trasportato attraverso le condutture della benzina. Inoltre è meno corrosivo e contiene più energia rispetto ad esempio all’etanolo con una migliore resa sul chilometraggio.

Infine, per niente secondario, si configurerebbe anche un risparmio per il consumatore alla pompa e una riduzione delle emissioni di gas serra rispetto alla benzina.

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