SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In vacanza nella sua San Benedetto fino al prossimo 9 settembre, giorno in cui tornerà a dar la voce al campionato di Serie A, Maurizio Compagnoni si concede ai taccuini di Rivieraoggi.it per un’analisi a tutto tondo sull’attuale situazione del calcio italiano, con un occhio di riguardo sul calciomercato che ha appena chiuso i battenti. “E’ stato abbastanza vivace e divertente – afferma il telecronista Sky – ma se ne sono andati tre pezzi da novanta come Eto’o, Sanchez e Pastore. Non sappiamo ancora se quelli arrivati saranno alla loro altezza. Lo spero”.

Quale squadra si è rinforzata di più?

“Difficile dirlo. L’Inter ha perso appunto Eto’o, una cessione importante e tecnicamente dolorosa. Dovevano rientrare economicamente e ai fini del bilancio può starci. Sono arrivati Forlan e Zarate: uno è un grande giocatore, l’altro potrebbe diventarlo. Il Milan ha aggiunto Aquilani, Mexes, Nocerino, Taiwo ed El Sharaawy ad una squadra già forte. In chiave campionato quello dei rossoneri è stato un mercato perfetto”.

Il club di Allegri resta dunque favorito.

“Certamente. E’ la squadra campione in carica e si è rafforzata. Non vincerà a mani base, ma secondo me è in pole position. Diverso invece il discorso per la Champions: penso che per quella competizione non ci sia un calciatore che faccia fare il salto di qualità”.

Ci sono poi Juventus, Roma e Napoli. Che giudizio dai alle loro campagne acquisti?

“I bianconeri in quanto a qualità si son migliorati rispetto al 2010. Tuttavia pare più forte di loro l’abitudine di prendere tanti bravi giocatori, ma senza nessuno che sia di primissimo livello internazionale. Senza dimenticare l’annoso problema del terzino sinistro, mai risolto. Il mercato della Roma sembra invece confusionario. Ma chissà, magari Luis Enrique ha le idee più chiare di quanto pensiamo. A mio parere hanno troppe prime punte e pochi attaccanti esterni, con l’aggiunta dell’equivoco a centrocampo di Gago e De Rossi. Per quel che riguarda il Napoli vedo bene Inler e Pandev. Ma 19 milioni sborsati per la coppia Britos-Dzemaili sono sinceramente troppi. Con tre milioni in più ne prendevi due più forti. La squadra di Mazzarri comunque è cresciuta”.

In Europa intravedi speranze per le italiane?

“Barcellona, Real Madrid e Manchester restano inarrivabili. Molto dipenderà dai sorteggi successivi la fase a gironi”.

Negli ultimi giorni stanno facendo discutere le vicende di Totti e Inzaghi. Un tuo parere?

“Su Totti ho il sospetto che lo vogliano far fuori, forse per via dell’ingaggio troppo elevato. Tecnicamente non credo si possa discutere, in campo fa sempre la differenza. Inzaghi l’avrei inserito nella lista Champions. E’ vero, le sue condizioni fisiche sono precarie, ma forse si sarebbe potuto rinunciare a Mexes”.

Il campionato partirà in grave ritardo a causa dello sciopero indetto dai calciatori. Che idea ti sei fatto in merito?

“Hanno torto tutti, sia i giocatori che le stesse società. Se è vero che non ci sono i soldi ci dovrebbero spiegare perché tengono quaranta giocatori sotto contratto. Quello è il problema. I club sono incapaci di gestire la situazione; quando firmano i contratti non sanno a cosa vanno incontro? Al contempo, se un tesserato non rientra più nel progetto di un allenatore può starci che si alleni a parte. Non la reputo la fine del mondo”.

L’ultima domanda è obbligatoriamente sulla Samb. A tuo avviso sarà l’ennesima stagione di transizione?

“Spero di no, temo di sì. Mi auguro di sbagliarmi. Per come è stata costruita ritengo difficile lottare per il primo posto. Vedremo”.

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