SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Francesco Testoni, uno dei piromani più pericolosi d’Italia, è stato arrestato nella giornata di venerdì 3 settembre a Rocca di Papa. E’ un 36 enne sambenedettese. Il suo fermo è avvenuto ad opera del Commissariato di San Benedetto diretto da Filippo Stragapede con l’operazione denominata “Nerone”.

Il soggetto si trovava presso un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, a seguito di emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ascoli Piceno Carlo Calvaresi su richiesta del Pm Carmine Pirozzoli. I capi di imputazione d’incendio e di procurato allarme a lui contestati prevedono una pena carceraria dai tre ai sette anni.

Testoni si era reso autore di due episodi incendiari che avevano scosso non poco la cittadinanza per l’entità del dolo, circa 140 mila euro, e le sue possibili conseguenze.

I fatti: il 14 marzo 2011 si verificò una vera e prorpia notte da incubo a Ponterotto, il tranquillo quartiere che costeggia l’Albula. Cinque incendi dolosi appiccati nell’arco di due ore in uno scenario surreale. A subirne le deleterie conseguenze per primo fu il supermercato “Fanini”, ubicato all’interno del centro commerciale “Smeraldo” (leggi qui l’articolo dell’epoca).

Il fuoco si era propagato all’interno dell’esercizio e solo grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco non andò completamente distrutto. Se il supermercato avesse preso completamente fuoco ci sarebbe stata una propagazione tale da mettere seriamente in pericolo la pubblica incolumità.

Tra le varie ipotesi fatte al momento, quella di una ritorsione nei confronti dell’attività commerciale oppure addirittura a motivi di carattere politico dovuti al fatto che uno dei tre soci è il sindaco di Acquaviva Picena, Tarcisio Infriccioli. Nella stessa circostanza fu dato fuoco ad una costosa motocicletta ed ad un utilitaria completamente distrutte e a dei cassonetti dei rifiuti, sempre nella stessa zona.

Il 15 aprile, verso le ore 4, in via del Correggio e in via Tiziano venivano date alle fiamme altre quattro vetture , delle quali due completamente distrutte, oltre ad un cassonetto della raccolta differenziata. Una particolarità di questi incendi è che venivano prese di mira le autovetture che si trovavano sotto a grandi alberi in modo da aumentare la possibilità che le fiamme si estendessero alla vegetazione.

Durante le operazioni di spegnimento degli incendi da parte dei Vigili del Fuoco una persona effettuava diverse telefonate al medesimo corpo da una cabina telefonica della stazione ferroviaria per segnalare la presenza di un ordigno presso un bar del posto così da creare ulteriore allarme negli operatori che provvedevano ad evacuare le zone interessate.

Dai sopralluoghi effettuati sia dalla Polizia Scientifica che dai tecnici dei Vigili del Fuoco si appurava che l’innesco degli incendi era stato procurato da bombolette spray e precisamente da contenitori di lacca. A quel punto iniziavano accertamenti meticolosi presso le rivendite locali delle confezioni e verso altri canali di approvvigionamento permettendo di risalire a diverse persone che a vario titolo avevano acquistato la merce in questione.

Esclusi gli acquisti effettuati per motivi professionali, l’attenzione delle autorità veniva focalizzata su di un acquisto che risultava subito anomalo in quanto effettuato da un privato cittadino che ne aveva prelevato numerose confezioni. Gli accertamenti sulla persona permettevano di individuare un soggetto già dedito ad analoghi episodi verificatesi, anni addietro, in Svizzera ove, con le medesime modalità aveva causato analoghi incendi.

Dopo ulteriori e laboriose indagini, volte a comprovare la responsabilità del soggetto e con diversi accertamenti scientifici si giungeva alla individuazione ed all’incolpamento di Testoni. Ma le indagini non terminano qui. Sono tutt’ora in corso accertamenti in altre parti d’Italia per appurare la eventuale responsabilità del piromane in altri episodi del genere


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