SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si rischia di fare confusione circa la nomina del nuovo addetto stampa al Comune di San Benedetto. Perché si mescolano piani privati e pubblici, parole buttate là e analisi accurate. Il discorso è divenuto pubblico con la lunga nota di Daniele Primavera, dopo che il passaparola s’era scaricato anche in numerosi e (in qualche caso) corrosivi post su Facebook.

Per chi non è addentro al demi-monde del giornalismo sambenedettese, sarà bene fare nome e cognomi. Innanzitutto la questione si è posta perché l’attuale addetto stampa, Giovanni Desideri, in carica fin dal 2006, anno dell’avvio del primo mandato di Gaspari, non verrà confermato. Al suo posto sembra quasi certa la nomina di Eleonora Camaioni, che ha svolto il ruolo di addetto stampa per il sindaco Gaspari durante l’ultima campagna elettorale (in passato anche per le campagne elettorali di Massimo Rossi, di Paolo Perazzoli, per diverse associazioni culturali, oltre che aver svolto alcuni corsi sul social network come consulente esterna per conto del Comune di San Benedetto).

Le questioni poste da Primavera, da alcuni colleghi giornalisti sambenedettesi e da alcuni cittadini riguardano tre punti, cercando una sintesi: a) la discrezionalità del sindaco nella scelta (e quindi il solito problema: per andare avanti non occorre essere bravi ma essere furbi); b) le qualità del nuovo addetto stampa; c) una questione di spese economiche dell’ente.

A) LA DISCREZIONALITA’

Qui in molti peccano di ingenuità. E sbaglia anche Primavera. La scelta dell’addetto stampa è una classica scelta che compete al sindaco, allo stesso modo del segretario particolare. E forse anche di più. Immaginate per assurdo che Alemanno sia costretto ad un concorso e vinca un Marco Travaglio. Discrezionale fu infatti la scelta di Gaspari nel 2006 (da noi difesa dalle accuse dell’opposizione di centrodestra), tale fu la scelta di Massimo Rossi che chiamò in Provincia Eugenio Anchini nel 2005. Quindi per fare l’addetto stampa in un Comune, specie se per un periodo di tempo limitato (anche se non mancano casi di concorsi pubblici), non bisogna essere “furbi” in senso letterale, ma occorre avere la fiducia di chi si è chiamati a rappresentare. Se Giovanni Desideri aveva questa fiducia nel 2006 ed ora non l’ha più, Gaspari non può essere accusato politicamente di nulla. E non valgono, in questi casi, i discorsi sui “giornalisti con la schiena diritta”: se un rapporto fiduciario viene meno, ci si basa sui contratti che consentono, in questo caso, il mancato rinnovo. Tutto qui.

B) LA QUALITA’ DEL NUOVO ADDETTO STAMPA

Sarebbe abbastanza imbarazzante contestare una nomina ritenendola inadatta ad un ruolo in cui ci si deve ancora cimentare. Però possiamo dire che come addetto stampa di Gaspari, di Massimo Rossi, di Perazzoli e in altre occasioni (ad esempio Maremoto) Eleonora Camaioni si è ben comportata, dando sicuramente un grosso aiuto all’attuale sindaco con una comunicazione certamente costante durante l’ultima campagna elettorale.

C) LE SPESE DELL’ENTE

Qui vengono le dolenti note per Gaspari. Insomma: nel 2005 Eugenio Anchini viene chiamato in Provincia da Massimo Rossi, il Comune di San Benedetto resta senza addetto stampa e così prima il ruolo viene assunto da Sandro Benigni, da anni nell’orbita comunale per via dell’Informagiovani, poi, con la vittoria di Gaspari, arriva Giovanni Desideri. Fino al 2009 è il solo giornalista che lavora nell’Ufficio Stampa ma poi, nel 2009, con la sconfitta di Rossi alle Provinciali, Eugenio Anchini torna al Comune di San Benedetto, terminando ovviamente l’aspettativa. Il Comune di San Benedetto si trova così con due giornalisti nell’Ufficio Stampa, ma non può fare altrimenti, almeno fino al 2011, anno di scadenza del contratto di Desideri. A questo punto, se Desideri non viene confermato e al suo posto viene nominato un nuovo addetto stampa, Gaspari perpetua l’eccezionalità di quanto avvenuto nel biennio 2009-11, facendola diventare regola. Ma a quel punto sarà opportuno spiegare anche se esiste davvero la necessità di questo doppio ruolo, se il lavoro, dal 2008 al 2011 è effettivamente raddoppiato nelle mansioni e nel tempo richiesto (tanto da non presumere un’assunzione part-time, ad esempio), se Anchini non è in grado, senza la nuova nomina, di inviare comunicati stampa con la puntualità precedente.

Certo, sarebbe strano sentirselo dire considerando che se Rossi non fosse stato sconfitto alle Provinciali, Eugenio Anchini sarebbe ancora a Palazzo San Filippo e non in viale De Gasperi, e sicuramente Gaspari non rimpiazzerebbe Desideri con due nuovi giornalisti. Ma forse sbagliamo noi.

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