SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sul Piano del Porto si abbattono le ire di Pasqualino Piunti. L’esponente del Popolo della Libertà contesta apertamente all’amministrazione comunale il metodo di discussione di un “progetto importante e fondamentale per la città”.

“Non si possono avviare le discussioni sotto ferragosto, oltretutto nelle segrete stanze del Comune”, sbotta il consigliere comunale azzurro. “Sarebbe stato preferibile un maggiore coinvolgimento”. Il Pdl, come si sa, ha deciso di non presenziare alle sedute delle varie Commissioni in segno di protesta per la mancata assegnazione della presidenza ai berlusconiani della sezione Urbanistica: “La nostra è una scelta politica, con un significato preciso. La nostra mancata informazione non dipende da quello; qualora volessi potrei comunque partecipare come semplice uditore”.

Intanto la terza assise pubblica del Gaspari bis è stata ufficialmente convocata per il 5 settembre, a partire dalle ore 18. Otto i punti all’ordine del giorno. Si segnalano in particolare:

–  L’esame della proposta dell’Associazione sportiva “Agraria Club” di realizzare e poi gestire uno spazio di pre – allenamento di calcio presso il centro sportivo “Sabatino D’Angelo”, già gestito dalla medesima associazione. La proposta prevede che la società si assuma gli oneri di realizzazione della struttura, fatta eccezione per le opere di delimitazione dello spazio del costo di 10.000 euro già previsti in bilancio.

– La presa d’atto degli elaborati del Piano regolatore portuale predisposti dal gruppo di lavoro avviato dal Protocollo di intesa firmato il 15 febbraio 2010 tra Regione Marche, Capitaneria di Porto e Comune di San Benedetto del Tronto con conseguente parere favorevole sul lavoro svolto dai tecnici e quindi l’approvazione dell’intesa con la Capitaneria di porto. Ciò consentirà l’adozione del Piano da parte dell’Autorità Marittima che poi lo invierà per il parere al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, che dovrà esprimersi entro 45 giorni dal ricevimento dell’atto. In sintesi, i principali obiettivi del Piano sono:

a) perimetrare esattamente l’area portuale, distinguendo nel Piano Regolatore Generale quali sono le aree strettamente necessarie all’operatività del porto e quelle destinate ad integrare il porto con la città.

b) riqualificare e riordinare le attività esistenti attribuendo ad ogni spazio le destinazioni più opportune, con un’adeguata flessibilità in base al mutamento delle esigenze del mercato per i settori di pesca e cantieristica;

c) aumentare la dotazione di servizi (es. parcheggi, servizi pubblici, ecc…) per il porto turistico e quello peschereccio, distinguendoli da quelli per le attività produttive e commerciali che possono essere collocati nelle aree medesime o in contiguità;

d) fornire le prime indicazioni sull’accessibilità all’area portuale fornendo indirizzi sulle dotazioni infrastrutturali di accesso al porto (sottopassi, collegamento alla viabilità urbana, intermodalità, stazione ferroviaria…);

e) fornire soluzioni per le aree sdemanializzate o in fase di sdemanializzazione come, ad esempio, collegare ed estendere le aree verdi già esistenti ai margini del porto, potenziare la parte turistica e da diporto anche in funzione delle possibili interrelazioni con la cantieristica, prevedendo anche un ruolo dei privati nella riqualificazione dell’esistente;

e) promuovere il “Porto verde”, favorire cioè soluzioni tecnologiche che privilegino l’utilizzo di materiali ecologici e delle energie rinnovabili, promuovere sistemi di gestione moderna dei rifiuti, integrare il progetto per l’area portuale con il progetto di razionalizzazione dell’uso dell’acqua del territorio comunale.

– Il Consiglio sarà poi chiamato a fornire indirizzi in modo da riportare all’interno della struttura comunale, a partire dal prossimo anno, la gestione diretta dell’imposta sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, della TOSAP e della riscossione delle sanzioni del codice della strada.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 313 volte, 1 oggi)