SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dal 24 Agosto al 7 Settembre prossimi si tiene alla Palazzina Azzurra una interessante mostra delle opere in pietra dello scultore naif Giuseppe Straccia. Nato a Spinetoli nel 1946, autodidatta, ha iniziato a scolpire circa 15 anni fa, per pura passione, seguendo il proprio istinto e lavorando nel tempo libero che gli rimaneva dopo il lavoro da operaio comunale.
Il suo amore viscerale per la scultura è nato quando ha incominciato a lavorare per hobby il tufo ed è poi cresciuto nel tempo, in maniera esponenziale, quando è passato a scolpire le pietre che trovava sulle rive del vicino fiume Tronto. Nel giardino ed all’interno del suo Ristorante “Kontatto” di Pagliare, si possono ammirare centinaia di sue opere scultoree realizzate con svariati tipi di pietra. La sua ricerca artistica ha una predominante nella realizzazione di volti e busti di ogni genere, dettati da una genuina creatività priva di progettazione e di scuola.
Quando lavora, il suo “scalpello naif” entra con vigore e sicurezza nella pietra, quasi a voler “liberare” dal superfluo e più velocemente possibile la forma in essa racchiusa che sta soffocando.
Nel Giugno 2007 Giuseppe Straccia ha partecipato come artista invitato all’undicesima edizione del Simposio internazionale “Scultura Viva” di San Benedetto del Tronto e da allora la sua passione per la scultura lo ha portato a divenire un validissimo collaboratore organizzativo della famosa manifestazione, alla quale ha finora regalato diverse bellissime opere.
Oltre a quello di San Benedetto, ha partecipato con grande successo a diversi Simposi internazionali di scultura, tenutisi nella nostra regione, come quelli di Acquasanta, Spinetoli e Castelraimondo in provincia di Ancona ed in altre regioni dell’Italia centrale.

Lo scorso Giugno, nell’ambito del Simposio “Scultura Viva” 2011, presso la galleria d’arte a cielo aperto del molo sud di San Benedetto, tra un aiuto e l’altro ai suoi colleghi, ha realizzato l’opera “Salviamo le balene”, continuando così il suo personale messaggio ecologico iniziato lo scorso anno sempre al molo sud con l’altra opera “Salviamo le foche nel mondo”.

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