SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Va in archivio la seconda edizione di “Ristoro al porto”, l’evento di ristorazione basata sul pesce azzurro, la filiera corta e una filosofia low cost. Il capannone di via Pigafetta, vicino al Ballarin, secondo gli organizzatori ha registrato quasi ventimila presenza nei 28 giorni agostani di apertura, superando le 15 mila dell’anno passato.
Pesce azzurro a prezzi moderati, dunque, grazie alla sapienza e alla fantasia dello chef Mario De De Berardinis (ristorante Il Veliero) e del suo staff di giovani. Alici, sgombri e sarde forniti dalla marineria martinsicurese, pugliese e sambenedettese che fa base nel vicino porto peschereccio, non vincolata dal blocco del fermo biologico. Undici euro era il prezzo del menu completo, arricchito da cozze, vongole, contorno di pomodori dalla zona Boccabianca di Cupra, frutta fresca della Valdaso, vino bianco da Moresco.
“Nella prima settimana in cui ancora la città ci conosceva poco facevamo circa 500 presenze al giorno”, dice Giulio Luciani, uno degli organizzatori della cooperativa Blu Service assieme al presidente Gilberto Scarpantoni. “Ma successivamente abbiamo raggiunto media serali di un migliaio di persone. Quindi in totale abbiamo migliorato i risultati dello scorso anno”.
Gli artisti sambenedettesi Prichiò, Grazia Carminucci, Emidio Mozzoni, Ruggero Capriotti, Roberto Grannò, Gabriele Partemi, Alberto Carosi, Carlo De Angelis, Giancarlo ed Elia Orrù hanno potuto esporre le loro opere dedicate al mare all’interno dell’ampio capannone.

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