SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ad ogni azione corrisponde una reazione. E quella di Maria Rosa Varuolo, titolare del Bar Mentana, non poteva essere più immediata.

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro – sbotta, all’indomani dell’ordinanza comunale che impone la chiusura della struttura alle 24 anziché alle 2 fino al prossimo 4 settembre – e la decisione di Gaspari va in tutt’altro senso. Si tratta di un provvedimento inaspettato, che va contro ogni rassicurazione ricevuta dall’assessore Spadoni che ho incontrato personalmente in occasione della convocazione in Comune del 14 agosto e che ho sentito telefonicamente anche qualche giorno dopo , quando ho ricevuto due verbali dei vigili urbani a causa, tra le altre, dei mozziconi di sigaretta per strada, dei fluidi sul manto stradale, del chiacchiericcio antropico che mi sono stati imputati nel pieno della serata di ferragosto”.

La Varuolo rivela che nell’incontro con l’esponente di Sel era stato chiesto di assumere un buttafuori a spese del titolare, di installare un faretto in via Palestro e di invitare i clienti a lasciare la via antistante il locale alla chiusura. “Tutte richieste esaudite e che, riconosco, hanno apportato dei benefici alla quiete pubblica. Per questo motivo non posso tollerare il provvedimento sindacale, che contrasterò in ogni sede legale possibile. Chi mi risarcirà del mancato incasso causato dall’ordinanza? Il bar rappresenta la mia fonte di sostentamento, ho due ragazzi sotto contratto e non posso subire questo provvedimento di chiusura anticipata. Vedo lesa la mia dignità di cittadina e lavoratrice. Siamo una città balneare, che vive dell’intrattenimento e del turismo. Un provvedimento come questo, dopo gli incontri e le ulteriori spese affrontate, mi sembra solo essere un escamotage per tamponare i veri problemi che la via sopporta”.

Nel mirino finisce poi il parco della via, “in completo stato di abbandono e luogo di spaccio e consumo di stupefacenti”. “Ho proposto  – prosegue – di installare telecamere, come accade nelle più grandi città, ma nulla. Ho suggerito di installare dei bagni chimici per contrastare il fastidioso fenomeno della pipì nelle vie limitrofe (che è quasi del tutto scomparso grazie al controllo del buttafuori) e mi è stato risposto che non è possibile in quanto gli stessi puzzano. L’unica cosa di cui mi si può  accusare è di fare onestamente il mio lavoro. Ho perfino smesso di fare serate di piano bar e karaoke, con rigoroso termine a mezzanotte, nonostante abbia pagato l’apposita tassa comunale e abbia tutti i permessi in regola”.

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