intervista a cura di Massimo Falcioni. Riprese e montaggio a cura di Maria Josè Fernandez Moreno. Per visualizzare l’intervista, clicca sull’icona rettangolare in basso a destra

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Striscia la notizia”, “Zelig, “Love Bugs 3”, “Colorado”. La lista delle trasmissioni di cui Riccardo Recchia è stato regista è davvero interminabile. Nipote del grande Beppe ed ospite del Festival dell’If Tv al Palariviera, Recchia s’è raccontato ai microfoni di Rivieraoggi.it rivelando le difficoltà che si incontrano nel proprio mestiere.

Lei ha attraversato vari generi, passando dai varietà alle situation comedy. Qual è il percorso più stressante?

“Dipende. Love Bugs richiede grande impegno fisico, si gira dalla mattina alla sera. Devi costruire un set ed è complicato. I varietà sono faticosi per un altro motivo: la concentrazione deve essere assoluta e continua. Il varietà prevede due giorni di prova, meno impegnativi ma più stressanti; le serie tv il contrario”.

Ha diretto “Love Bugs 3”, con Giorgia Surina ed Emilio Solfrizzi che, a differenza di De Luigi, la Canalis e la Hunziker aveva un’esperienza cinematografica alle spalle. Possiamo dire che ciò la avvantaggio?

“Emilio lo conoscevo dai tempi in cui faceva parte del duo Toti&Tata. In seguito abbiamo fatto assieme Paperissima Sprint. Certo, lavorare con un attore vero è meglio e Solfrizzi è un grande attore, la sua carriera lo dimostra. Ha tempi comici naturali, ha un grande vantaggio. La Surina fu lo stesso una sorpresa. Inizialmente avevo dei dubbi su quanto potesse esprimere, ma è stata una grande soddisfazione”.

Quanto rendono in questo periodo le serie tv a telecamera fissa?

“Per quel genere è un periodo di stanca, però non è neanche detto. I fatti a volte ti smentiscono:  Camera Cafè tornerà in autunno e avrà sicuramente successo. Anni fa ebbe una grande esplosione, adesso è meno cavalcato”.

Ci sono registi che prediligono la diretta, il fare senza rivedere; altri preferiscono registrare, con la possibilità di montare e tagliare in post-produzione. Lei a quale corrente appartiene?

“La diretta dà un’emozione che preferisco cavalcare, ti puoi permettere grande preparazione prima e nel durante non puoi sbagliare. E’ un grande incentivo per la mente. La preferenza è dettata da un mio modo di intuire la regia, per altri può essere diverso con la voglia di lavorare in fase di post-produzione. Striscia la notizia quando la iniziai io si registrava due ore prima la messa in onda. Successivamente optammo per la diretta, che io caldeggiai. Ci si è accorti che il live funziona perché gli attori si sentono più motivati e questa motivazione carica pure gli altri”.

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