GROTTAMMARE – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento da parte del professor Sergio Martellucci, docente di “Progettazione del Paesaggio e Arte dei Giardini” presso la laurea specialistica in “Architettura del Paesaggio” dell’Università degli Studi di Firenze. Il docente fiorentino, ma piceno di origine, interviene a proposito della polemica intervenuta a proposito della manifestazione “Giardineggiare” e dello scambio di vedute fra il consigliere comunale del Pdl Raffaele Rossi e l’imprenditore del florovivaismo Pino Santori. La manifestazione, che ha decorato alcune zone del paese con giardini ideati e realizzati dagli studenti dell’università di Firenze, si è conclusa l’8 agosto scorso. L’esponente del Pdl aveva lamentato la mancata collaborazione con la Facoltà di Architettura di Ascoli; Santori aveva risposto per le rime rivendicando la sua collaborazione con Ascoli per una iniziativa vivaistica sul torrente Menocchia.

Afferma dunque Martellucci: “Accolgo con estremo piacere l’interesse del Pdl, mediante la voce del consigliere Raffaele Rossi, per i rapporti tra ricerca universitaria ed attività produttiva nell’ambito di una realtà importante per l’ascolano e la Regione Marche quale è il florovivaismo specializzato nelle specie mediterranee. Questo fa capire che l’interesse è condiviso sia dalla maggioranza, che ha realizzato il progetto Giardineggiare, sia dall’opposizione, riportando l’evento nel campo del fare per i cittadini e non su quello del fare per la politica finalizzata a sè stessa.
In effetti nell’ideare, nel proporre, nell’organizzare e nel lavorare direttamente al progetto Giardineggiare utilizzando tutto il mio tempo libero, quello dei miei collaboratori e del mio studio, nonché degli studenti che hanno creduto nel progetto a titolo interamente gratuito e con l’impiego di risorse personali, ho voluto rendere omaggio ad un’eccellenza della terra in cui sono nato, sperando di aprire un dibattito sulla necessità di creare una relazione permanente sul territorio tra strutture di studio e ricerca, giovani alla ricerca di un futuro e florovivaismo.
Da diverso tempo mi occupo degli aspetti storico-evolutivi e compositivi del giardino mediterraneo e il lavoro con i vivaisti del distretto di Grottammare, che hanno collaborato direttamente al corso di Arte dei Giardini, facendo lezione e partecipando allo sviluppo dei singoli progetti negli spazi offerti dall’Ateneo Fiorentino, ha fatto fare alle mie ricerche ed al lavoro progettuale degli studenti un grande passo avanti.
In seguito ad alcuni problemi ambientali, in primo luogo la carenza idrica e alla scarsità di risorse economiche necessarie per la manutenzione del verde, il giardino mediterraneo sta diventando una risposta necessaria all’esigenza di verde pubblico e privato in un largo mercato di paesi e questo dovrebbe far riflettere sulla necessità di giocare d’anticipo sulle potenzialità del territorio e di non perdere questo “treno”.
Purtroppo in questa occasione non è stata possibile una collaborazione con la Scuola di Architettura e Design di Camerino con sede ad Ascoli Piceno: sia perché non esistono rapporti strutturati di collaborazione fra l’Università toscana e quella di Camerino, sia per la mancanza di un riferimento diretto con cui collaborare in quanto la Facoltà picena, specializzata in Disegno industriale e Design, non ha attivato corsi di Arte dei Giardini e non ha percorsi formativi specialistici in progettazione del paesaggio (ragione per cui, tra l’altro, svolgo ricerca nell’Ateneo fiorentino e non ad Ascoli).
Spero che l’occasione porti a riflettere sull’opportunità (magari sfruttando proprio la riforma Gelmini che offre la possibilità di collaborazione tra università e privati) della creazione di un percorso formativo specifico o almeno di una cattedra di Arte dei Giardini che si occupi degli aspetti tecnico/compositivi del giardino mediterraneo relazionandosi direttamente con gli operatori del settore”.

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