SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Proseguono senza sosta i controlli dei Carabinieri della Compagnia di San Benedetto, al comando del Capitano Giancarlo Vaccarini, finalizzati a contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale, in special modo la vendita di prodotti con marchi falsi lungo l’arenile.

Nei giorni sabato 20 e domenica 21 agosto i militari dell’Arma, coadiuvati da agenti della locale Polizia Municipale, hanno effettuato mirati controlli sul tratto di lungomare.

Sono stati impiegati cinque pattuglie composte da  dieci militari dell’Arma, supportati in aria da un velivolo del 5° nucleo elicotteri carabinieri di Falconara Marittima e a mare dall’equipaggio della motovedetta dell’Arma cc 708 di stanza a San Benedetto.

Lungo il litorale, nel tratto di spiaggia che va dalla concessione nr. 20 alla nr. 66, decine di venditori ambulanti, alla vista dei carabinieri si sono dati alla fuga, abbandonando circa 200 tra borse, borsellini e cinture in pelle e decine di occhiali da sole con marchi prestigiosi palesemente contraffatti, nonchè vestiti, foulard, cappelli, bigiotteria.

Almeno tredici i sequestri a carico di ignoti, con i borsoni rinvenuti abbandonati sia nei vari punti del tratto di arenile che tra le cabine o le attrezzature balneari delle varie concessioni. Il valore della merce sequestrata ammonta, complessivamente, a circa 10.000,00 euro. Si tratta del sequestro più consistente dall’inizio della stagione turistica, sia da parte dei Carabinieri, per i capi contraffatti e quindi per le violazioni di natura penale, che per i vigili urbani, per l’oggettistica varia, quindi violazioni amministrative.

Nel mezzo dell’operazione un aneddoto che ha dell’incredibile. E’ la singolare richiesta rivolta ai Carabinieri tramite il numero unico europeo di emergenza 112, da parte di un anonimo turista italiano che pretendeva l’intervento di una pattuglia per risolvere una controversia con un venditore ambulante.

Il bagnante non voleva più’ il capo acquistato ma l’ambulante si rifiutava di restituirgli i soldi. Al richiedente è stato spiegato che l’acquisto era illegale e quindi era il primo a rischiare pesanti sanzioni, ma che poteva comunque attendere l’arrivo di una pattuglia dei carabinieri che già’ stava operando in zona. Inutile dire che all’arrivo dei carabinieri non vi era più’ traccia dei due contendenti.

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