MARTINSICURO – L’auto di Massimo Clementoni data alle fiamme stanotte nel quartiere Anfiteatro. Ha vissuto minuti di puro terrore il vicepresidente della Pro Loco di Martinsicuro che, accortosi dell’incendio, è corso a spegnere le fiamme in una forsennata lotta contro il tempo visto che il veicolo, essendo a metano, rischiava di esplodere da un momento all’altro. “Sarebbe potuta diventare una strage – ha commentato Clementoni ancora visibilmente scosso – poiché se l’auto fosse esplosa, la deflagrazione mi avrebbe preso in pieno mentre ero nel mio ufficio e avrebbe provocato seri danni, e forse dei crolli, anche alle due palazzine lungo la strada.

L’incendio si è verificato intorno alle 4 di stanotte, e il vicepresidente della Pro Loco si trovava nel suo ufficio, un’agenzia immobiliare nel quartiere Anfiteatro, a svolgere del lavoro. L’auto era parcheggiata sulla strada, proprio davanti alla porta d’ingresso. “Ho sentito dei rumori provenire dall’esterno – racconta – poi all’improvviso dalle vetrate ho visto dei bagliori, sono uscito fuori e la mia macchina era avvolta dalle fiamme. Per fortuna in mio aiuto sono subito accorsi il titolare del bar di fronte e alcuni vicini, e con secchi e recipienti di fortuna siamo riusciti seppure con gran fatica a domare l’incendio”. L’auto, una Fiat Punto acquistata appena 4 mesi fa, ha subito danni per migliaia di euro, in quanto le fiamme hanno avvolto l’intera carrozzeria, evidentemente corrosa, e parte del motore, mentre il fumo denso ha riempito l’abitacolo coprendolo con una densa fuliggine.

E’ probabile che qualcuno abbia seguito gli spostamenti di Clementoni e sapesse che il vicepresidente della Pro Loco si trovava a quell’ora nell’ufficio a pochi passi dalla sua auto. Il veicolo è stato quindi cosparso di liquido infiammabile ed è stato appiccato il fuoco. Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi se il serbatoio del metano fosse esploso.

Sull’episodio indagano i Carabinieri di Martinsicuro, mentre Clementoni non si sbilancia sulle possibili cause che hanno spinto ignoti all’inquietante gesto. I Militari avrebbero acquisito le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, mentre non è ancora chiaro se quella installata dal Comune e collocata in linea d’aria a poche decine di metri da dove è accaduto il fatto, sia funzionante o meno. “Sono stati spesi migliaia di euro per l’impianto di videosorveglianza, ma pare che l’impianto non sia ancora stato attivato. Chiedo pertanto all’amministrazione comunale di spiegarne il motivo”.

Clementoni è inoltre molto rammaricato e preoccupato per i livelli di sicurezza sociale ormai ai minimi storici a Martinsicuro, dove i cittadini avvertono in maniera sempre più pressante la necessità di una maggiore presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio. “Quasi ogni giorno si registrano episodi criminosi e i cittadini non possono più dormire sonni tranquilli”. Clementoni ha chiamato in giornata Questura, Prefettura e Comando dei Carabinieri chiedendo di tenere alta l’attenzione sul problema della sicurezza a Martinsicuro. E annuncia che nei prossimi giorni è pronto ad iniziative eclatanti per sollecitare le Istituzioni a potenziare la presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio.

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