MONTEPRANDONE – Aveva pensato di mimetizzare due piante di marijuana in mezzo ad una coltivazione di pomodori. Ma ai Carabinieri che si erano recati da lui per una perquisizione domiciliare non è sfuggita la peculiarità delle due piante, alte circa due metri. Con le influorescenze delle due piante, considerate le dimensioni ed il grado di maturazione, si sarebbero  potute produrre diverse dosi di marijuana o hashish.

Così  A.A. 37enne residente a Monteprandone è stato denunciato a piede libero per produzione e detenzione illecita di sostanza stupefacente a fini di spaccio. Addosso aveva anche una modica quantità di hashish, circa tre grammi.

In modo molto più industriale il tentativo non più tardi di due settimane fa, a Cupra Marittima, di due persone, padre e figlio,  che sono stati arrestati per aver allestito una vera e propria coltivazione con ben 35 piante di cannabis indica, del peso complessivo di circa 43 kg.

In corso ulteriori approfondimenti investigativi per intercettare ed interrompere eventuali canali di approvvigionamento e spaccio della droga fatta in casa.

Recentemente la Corte di Cassazione, con una sentenza che ha fatto molto discutere, ha sancito che si possono tenere sul balcone di casa fino a due “piantine” di marijuana, considerabili “ornamentali” poichè le ridotte dimensioni di una pianta di cannabis indica non consentono al vegetale di sviluppare il principio attivo che ne determina la classificazione di sostanza stupefacente.

Nel caso oggetto di indagine da parte dei carabinieri di Monteprandone, evidentemente, non sembrano ravvisabili le cause di giustificazione di cui alla accennata sentenza.

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