per il video clicca sulla destra

GROTTAMMARE – Nel 1997, in una Piazza dell’Unità di Centobuchi con un centinaio di presenti, si esibivano, nell’ambito del festival Skoncerto, i Subsonica. Non conoscevo, come quasi tutti i presenti, quel gruppo che da poco aveva prodotto il primo album: ma che energia! Cantava un ragazzo con una bellissima voce e due microfoni uniti tra loro con nastro isolante (un microfono classico e uno distorsivo) e che per due ore non faceva altro che saltellare come un forsennato; alle tastiere c’era un altro giovanissimo che utilizzava lo strumento come fosse una chitarra, grazie a delle stranissime molle che consentivano di far “ballare” la tastiera; alla chitarra invece un uomo più compassato, ex degli Africa Unite, mentre dietro bassi e batteria rullavano il ritmo che era il marchio di quel gruppo torinese.

E così per tutti, quel gruppo grosso modo sconosciuto, divenne, già in quel giorno di luglio, un vero fenomeno dell’allora fiorentissima scena italiana. Impossibile non ballare per la durata di tutta l’esibizione, e, siccome il materiale del primo album non era sufficiente a soddisfare le richieste del pubblico, le cover dell’epoca venivano riprese da Cccp e Bob Marley: i due estremi entro i quali i Subsonica si sarebbero sempre mossi, rock e ritmo.

Per chi vide quel giorno i Subsonica e ha avuto la fortuna di assistere al concerto tenuto da Samuel, Boosta e compagni allo stadio Pirani di Grottammare, lunedì 8 agosto, avrà notato sicuramente che i Subsonica non sono invecchiati (fatto salvo che Samuel si muove sul palco con più calma), e che anzi sono in grado di riversare tantissima energia ad un pubblico di qualche migliaio di appassionati, coinvolti in una danza collettiva e allegra che ha sicuramente pochi eguali – forse nessuno – in Italia.

Grande palco, giochi di luci perfettamente aderenti al suono che usciva pulito come se si fosse in una sala di incisione, camicie rosse con cravatte nere (o viceversa), ironia e impegno: a partire dall’ultimo album, “Eden”, hanno riproposto i pezzi della loro ormai quindicennale carriera, senza cedere nulla in freschezza. E se per qualche critico distratto i Subsonica rischiavano di diventare una boy band – certo, le ragazzine infatuate ci sono, e occupano, come prassi vuole, le primissime file davanti al palco – loro hanno invece confermato di essere il più bravo gruppo pop italiano, capace di raggiungere un seguito di massa senza però perdere nulla in qualità, obiettivo certo non facile.

Una bella serata, organizzata dalla Piceno Eventi in collaborazione con il Comune di Grottammare, e che magari potrebbe essere riproposta anche in più occasioni in futuro nell’impianto sportivo grottammarese.

Ad ogni modo – ma non ditelo a Boosta, che s’arrabbia – Microchip Emozionale resta il loro capolavoro.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 896 volte, 1 oggi)