ANCONA- “Per il contenimento e l’eliminazione del punteruolo rosso delle palme, la Regione Marche sin dallo scorso anno ha elaborato un apposito piano d’azione, affidandone l’attuazione al Servizio fitosanitario regionale Assam, che agisce sul territorio con la collaborazione delle amministrazioni comunali. Anche per il 2011, vista la portata del problema, abbiamo deciso di rifinanziare il piano”. Così Paolo Petrini, vicepresidente e assessore all’Agricoltura, ha commentato così l’atto di Giunta che rifinanzia il piano contro l’insetto nocivo.

Aggiungendo: “Vogliamo, per quanto possibile, fare di tutto per porre fine a questa emergenza che ha riflessi negativi sul settore florovivaistico e colpisce il paesaggio tipico di rinomate località turistiche, specie nel sud delle Marche”.

L’attività di contrasto alla diffusione del punteruolo rosso della palma, resa obbligatoria dal Piano d’azione regionale, è stata avviata da diversi anni. Con una prima deliberazione la Giunta regionale, nel 2007, ha stabilito le misure fitosanitarie per il controllo e l’eliminazione dell’insetto. Misure poi integrate da un successivo atto del 2009.

A seguito di quest’ultimo provvedimento l’Assam, in collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno, i Comuni interessati e l’Università Politecnica delle Marche, ha stipulato un protocollo d’intesa per la realizzazione di attività tecnico sperimentali per verificare la praticabilità di interventi alternativi all’abbattimento.

Si è così è giunti ad un metodo di lotta integrato, basato sia su specifiche tecniche di potatura sia sull’uso di prodotti chimici o biologici.

Sperimentazioni analoghe si sono avute in altri paesi europei e, alla luce dei risultati positivi riscontrati, la Commissione europea lo scorso anno ha modificato le prescrizioni fitosanitarie d’emergenza. La nuova decisione della Commissione dovrebbe essere recepita da un decreto ministeriale, che non è stato ancora emanato, così come non è stato ancora predisposto un piano nazionale al riguardo.
L’urgenza di provvedere ha portato però la Giunta regionale, in attesa dei dovuti passi da parte del Governo nazionale, a predisporre un proprio piano regionale, supportato da norme d’attuazione della decisione europea stessa.

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