Monteprandone – Se non siete mai andati alla Sagra di Sant’Anna, località monteprandonese tra Centobuchi e Stella di Monsampolo, vi siete persi un’occasione unica. Parto dai parcheggi che sono di solito l’aspetto che, più di altri fa da deterrente quando si dice in quale sagra andare. Se trovi il posto molto lontano dopo aver girato in lungo e largo le zone circostanti, il prossimo anno la eviti.

A Sant’Anna già l’approccio ti mette a proprio agio: ad appena cento metri dal centro della festa diversi addetti ti indicano dove parcheggiare e quasi ti accompagnano sul posto che c’è per le migliaia di partecipanti. Una volta tra i tantissimi tavoli almeno venti persone ti aiutano a trovare il posto con grande cortesia e attenzione evitando di farti girare a vuoto o fare le corse per arrivare prima. In alcuni casi e per motivi legati a un particolare problema, sono loro stessi a portare il vasoio sui tavoli una volta ricevuto l’ordine. Lo stesso presidente dell’associazione Sant’Anna non sta mai fermo e cura con attenzione l’ospitalità.

Ieri sera c’era anche uno spettacolo molto divertente con i Fichi d’india dopo che una delicata musica aveva allietato i presenti (in certe sagre la musica è assordante e fastidiosa), insomma tutto è studiato a puntino grazie anche all’addetto stampa Gloria Caioni che sa curare come pochi i rapporti tra informazione e organizzazione. Non inganni il fatto che alla stampa erano riservati alcuni tavoli perché ospiti della serata. Sant’Anna, almeno per me è la Sagra delle sagre.

Dulcis in fundo le pietanze: prezzi e prelibatezze come gli spinosini  (C’era anche il suo “creatore” e cioè il mattatore Vincenzo Spinosi che ha servito personalmente il presidente della provincia, Piero Celani e il sindaco di Monteprandone, Stefano Stracci) mi hanno fatto ricordare le prime sagre degli anni sessanta quando i prezzi non erano da ristorante e quando la genuità delle specialità in oggetto era una normalità ma anche un obbligo. (C’era anche il suo “creatore” e cioè il mattatore Vincenzo Spinosi che ha servito personalmente il presidente della provincia, Piero Celani e il sindaco di Monteprandone, Stefano Stracci).

Siccome però nessuno è perfetto un piccolissimo difetto l’ho notato ma credo che presto correranno ai ripari: quando dalla Salaria, grazie una segnaletica ben evidente, si gira verso la sede della Sagra, c’è un cartello che indica un parcheggio verso destra in mezzo alle erbacce. Qualcuno potrebbe essere ingannato e girare.

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