SAN BENEDETTO DEL TRONTO – 215 permessi demaniali, circa mille posti di lavoro. Non solo pesca, il porto di San Benedetto secondo i dati presentati dal presidente provinciale di Confindustria Bruno Bucciarelli può essere un volano economico del tutto dinamico.
Venerdì sera durante la conviviale del Consorzio Nuovo Porto presso Villa Brancadoro la recentemente nata aggregazione di imprenditori legati all’ambito portuale ha esposto progetti e desiderata.
Afferma il presidente Giuseppe Fiscaletti: “Nel Consorzio Nuovo Porto abbiamo attratto storie imprenditoriali alle quali cerchiamo di dare visibilità. L’area dei cantieri ora non dà di sé uno spettacolo decoroso, eppure ci sono artigiani e operatori capaci di produrre e dare risposte anche fuori da San Benedetto”.
Il Consorzio, per voce del presidente, pensa a un mix di iniziative che vanno dall’attrazione turistica per mezzo di percorsi storici che prevedono la realizzazione e l’esposizione di una paranza fedele alle originali, per arrivare all’alta tecnologia.
I progetti, esposti per sommi capi, vanno dai pontili per realizzare allestimenti navali in acqua, all’implementazione di nuovi sistemi di alimentazione energetica per i pescherecci. Oltre all’ampliamento e all’ammodernamento dei cantieri navali, resi possibili dalle nuove normative urbanistiche approvate o in corso di approvazione.
“Le aziende del Consorzio – spiega Fiscaletti – hanno il Dna per resistere anche in tempi di crisi. Grande professionalità, piccole dimensioni familiari, si fondano sulla fatica di piccoli gruppi, non sono legati a grandi dimensioni finanziarie”.
Fra i progetti di ammodernamento dei cantieri presentati, sono in dirittura d’arrivo e di realizzazione le iniziative della Fortek, della Metamarine e anche un progetto dell’imprenditore delle nuove energie Giovanni Cimini.
Ribadisce Fiscaletti: “Il principio è che la pesca va tenuta in piedi, non può finire, ma si deve pensare ad altre opportunità, strategie nuove di dinamismo imprenditoriale al porto, e in questo il comandante della Capitaneria Daniele Di Guardo ci è vicino, comprendendo le necessità di ammodernamento della situazione normativa nell’area”.
Per quanto riguarda i box della piccola pesca, nei piani urbanistici che si stanno elaborando fra Comune e Capitaneria si pensa a spostarli nell’estremità sud dell’area portuale, realizzando una sorta di “cittadella” con annesso mercatino dal produttore al consumatore.
Il punto cardine è quello di creare un accesso diretto dei cantieri al bacino portuale. Attualmente, invece, la dislocazione dei cantieri li costringe a usare il travel lift attraverso via Colombo per mettere in mare gli scafi. Ed è una situazione pericolosa e disagevole per il traffico.
C’è fermento, insomma, nell’economia portuale. Un anno fa è stato approvato l’adeguamento funzionale della pianificazione urbanistica nella zona sud del porto, che prevede anche una passeggiata sopraelevata dedicata ad attività commerciali e servizi sopra il parcheggio Mar del Plata, davanti al Faro.
L’idea espressa dal sindaco Giovanni Gaspari è quella di fare un concorso di idee, chiamando come presidente della giuria un architetto di fama internazionale in modo da dare risalto e visibilità alla competizione.

Secondo la vicepresidente del Consorzio Nuovo Porto, l’imprenditrice Silvia Merlini, c’è ancora spazio per accedere alle risorse dei finanziamenti europei e regionali legati ai distretti tecnologici del mare.

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