SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gianni Cozza ora si affida ai filmati girati dalle telecamere esterne del Florentia World. Il cinquantacinquenne, che nella notte tra mercoledì e giovedì è sceso in strada minacciando i presenti con un coltello ed una mannaia perché infastidito dal baccano, chiede scusa ma non ci sta ad essere descritto come un diavolo: “Voglio che il giudice veda cosa ho fatto davvero. Non ho mai fatto del male a nessuno, al massimo è volato uno schiaffetto, ma solo perché sono stato provocato. Ero nervoso, esausto, sono cosciente di quello che ho fatto. Mi ero affacciato tre volte prima di allora per chiedere di fare più piano, però loro mi stuzzicavano, mi deridevano”. E le armi da taglio? “Erano solo un modo per impaurirli. Le ho immediatamente mollate, le ho poggiate al muro. Se avessi voluto sul serio fare del male di certo non mi sarei fatto riprendere. La Polizia l’ho fatta chiamare io, era arrivato il momento che qualcuno spiegasse quella situazione. Strano che questa volta sia venuta, in genere non viene mai”.

Quello di Cozza è uno sfogo senza sosta. La rabbia, sopita dopo quasi quarantott’ore, si riaccende quando la questione rumori gli viene di fatto riproposta. “Ho sbagliato, sono colpevole. Fossero state due-tre persone sarei sceso a mani nude, ma erano tanti. Non sapevo con chi avevo a che fare, ripeto, volevo solamente spaventarli. A me chi mi tutela? Le forze dell’ordine le ho chiamate pure stanotte, non vengono mai”. L’uomo parla inoltre delle provocazioni ricevute: “Mi dicevano Vieni, Scendi, ed ancora Buonanotte, ridendo. Pagherò le conseguenze, ma a mia volta farò le mie contromosse verso chi di dovere, mi devo difendere. Dopo un anno e mezzo sono esploso”.

Il racconto di quella nottata Cozza lo fa all’interno dello stesso Florentia, dinanzi al proprietario del locale Luca Trovarelli, assolutamente disponibile a raccogliere le sue lamentele: “Lo capisco. Faccio del mio meglio per aiutare. Normalmente chiudo alle due, recentemente anche prima visto il maltempo. I clienti tuttavia rimangono qui fuori a parlare”. Le soluzioni tentate in merito sono diverse: “ Ho creato una mega-sala fumatori al secondo piano per evitare che la gente uscisse fuori. Ma rispetto a quando ero in via Toti la clientela si è moltiplicata. Ho persino ingaggiato agenti della Fifa Security il venerdì e sabato, qualcosa fanno, ma non possono intervenire sulle persone che chiacchierano. Perché il problema del baccano spesse volte nasce da normali voci che, se sommate, creano rumore”.

Torna infine in ballo l’ipotesi che proprio Trovarelli lanciò mesi fa al nostro giornale, quando annunciò di aver trovato una soluzione definitiva al problema col possibile acquisto della struttura adiacente con uscita sul retro: “Di sicuro non ci sarebbero più polemiche, dall’altra parte è aperta campagna e le persone non darebbero fastidio a nessuno. Per ora però il proprietario non è più disposto a vendere. Io le sto provando tutte. Voglio creare un fronte comune coi vicini. Non voglio che siano contro di me, sarebbe bello se provassero a cercare l’incontro”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.888 volte, 1 oggi)