SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nessuno è profeta in patria? Non è detto. Così Davide Biondi, venticinquenne centrocampista sambenedettese, dopo gli esordi nelle giovanili rossoblu ha preferito girovagare sui campi di mezza Italia, ottenendo buoni risultati personali e di squadra in Umbria per provare, un anno fa, il salto nel professionismo: “Ma sono stato sfortunato perché, se a Città di Castello ero pur sempre il capitano nonostante la relativa giovane età, Catanzaro è una piazza ambiziosa e così si era presentata”. Invece in Calabria il calcio è andato a rotoli o quasi durante la stagione e Biondi, insieme all’allenatore Zè Maria che l’aveva voluto con sé, ha dovuto abbandonare.

Per questo l’accordo con la Samb rappresenta per lui un “trampolino di lancio”, con oneri e onori di essere al centro delle attenzioni proprio perché “Scheggia” (così soprannominato per la rapidità dei movimenti) è proprio di San Benedetto: “La cosa non mi infastidisce e anzi mi inorgoglisce perché so cosa significa giocare a San Benedetto, so cosa vogliono i tifosi della Samb perché anche io sono stato e sono uno di loro. Tutto questo mi porterà a dare di più, fino al 110% delle mie possibilità”.  Biondi si definisce un “centrocampista centrale che sa sia rompere il gioco che impostarlo”, e ha notato “un grande affiatamento di questo gruppo già in questa prima settimana di preparazione. Mi trovo molto bene con mister Palladini, molto preparato sia a livello tattico che umano”.


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