MONTEPRANDONE – “Sono stupito dell’immobilismo dell’amministrazione comunale. Ho parlato personalmente con rappresentanti del Comune che si sono prodigati ma, a distanza di mesi, soluzioni ancora non si vedono”. Lino Proietti, responsabile vendite della Seba, azienda di copriwater duramente colpita dall’alluvione del 2 marzo scorso, commenta così la decisione dell’impresa di voler presentare, a breve, un esposto alla Procura della Repubblica.

L’atto nelle intenzioni dell’azienda dovrebbe servire a chiarire se ci siano state responsabilità di società private e di enti pubblici nel disastroso allagamento, che causò ingenti danni ad alcune aziende di Centobuchi, in particolare in via dell’Industria. La Seba, che ha subito un milione e mezzo di perdite, teme che un simile evento possa ripresentarsi in autunno, col ritorno delle precipitazioni intense. “Lo abbiamo visto con gli acquazzoni estivi: bastano due ore di pioggia e l’azienda si allaga nuovamente. Non possiamo aspettare un’altra alluvione come quella del 2 marzo”, aggiunge.

Tra le probabili cause di quell’allagamento, Proietti ne cita due in particolare: “la bretellina stradale di fronte alla Seba, tuttora inconclusa, che essendo in salita ha di fatto occluso i canali di scolo dell’acqua piovana e, in secondo luogo, l’innalzamento dell’eliporto della Sei, che ha tappato i canali di scolo”. Tali opere avrebbero creato una sorta di tappo sotto la superstrada, che avrebbe impedito il normale deflusso delle acque, con le conseguenze acuite dalle eccezionali precipitazioni. L’impresa spera ora che la situazione si sblocchi e che, come ha annunciato lo stesso sindaco Stracci a Proietti, il cantiere della bretella possa tornare in attività a fine estate.

“Abbiamo ascoltato la Sei e la Seba per capire i punti di criticità. Ma credo che ora sia più utile cercare le soluzioni al problema, invece che i colpevoli”, afferma il sindaco. “Non sono preoccupato per le conseguenze dell’istanza della Seba, perché ritengo che quest’amministrazione non abbia responsabilità in merito. Da marzo ad ora abbiamo commissionato studi per verificare le cause dell’allagamento, realizzando anche una simulazione dinamica”. Gli interventi necessari secondo il sindaco sono l’innalzamento di Fosso dei Galli, la pulizia del canaletto sotto la superstrada e il controllo degli scarichi al fiume Tronto. E’ inoltre fuorviante, a suo avviso, stabilire dei paragoni col ’92 quando l’allagamento fu dovuto all’esondazione del Tronto: “Allora la zona industriale di Centobuchi non ebbe gli stessi danni di quest’anno, ma si tratta di una situazione diversa, dovuta ad altre cause”. “Con la Seba abbiamo avuto sempre un’ottima collaborazione. Credo che questo non sia un atto di ostilità ma un atto dovuto da parte dell’azienda per tutelare i propri interessi”, conclude Stracci.

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