Mare sporco. Gli esperti assicurano: “Non c’è nessun fenomeno di inquinamento in atto, secondo le autorità preposte ai controlli si tratta di reazioni del tutto naturali che il mare presenta in periodi di gran caldo come questo”, buona notizia ci mancherebbe. Servirà a rassicurare quei turisti che si erano lamentati così con i titolari dei loro alberghi: “Mi spiace ma il prossimo anno ce ne torniamo a Riccione o a Ostia risparmiando anche chilometri. Mandateci i vostri figli a fare il bagno in un mare simile”.

Aggiungo che ai fenomeni naturali si è probabilmente aggiunto il problema della messa in posa di nuove scogliere e questo non succederà tutti gli anni. Quindi cari turisti dateci un’altra possibilità, vedrete che l’anno prossimo troverete spiaggia e mare più puliti, la foce dell’Albula sistemata e una riviera che non sarà soltanto di nome la preferita dai bambini e quindi dalle famiglie, basterà muoversi tra le due rotonde per avere la sensazione di stare in una immensa sala giochi. Da quello che ho capito, l’intenzione del presidente degli albergatori, Gaetano Sorge, è proprio questa.

Tutto e subito non si può avere, diamogli quindi tempo, fiducia e massima collaborazione. Le istituzioni in primis. Hanno un’occasione più unica che rara: Provincia e Ascoli (entrambe di centrodestra), la Riviera delle Palme che ha il centro sinistra al vertice delle altre due città più importanti del Piceno (San Benedetto e Grottammare) devono unire forze e intenti per eliminare quello che non va e dare vita a nuove Stagioni con l’idea che, se il mare è sporco e l’albula resta così, se la riviera picena non riuscirà a darsi un’identità precisa, le nostre meravigliose colline, l’auspicata valorizzazione di una città storica senza eguali come Ascoli, gli stessi Sibillini perderebbero tutto d’un tratto un bacino di visitatori che solo il mare e la spiaggia può assicurare.

Non riesco ad immaginare famiglie o villeggianti di ogni ceto e età che fanno centinaia di chilometri per passare una settiman o 15 giorni di vacanza in un albergo di Ascoli, di Amandola o di tutti quei paesi ricchi di storia che non mancano nelle nostre colline. Se Celani, Castelli, Gabrielli, Gaspari, Merli ecc. non capiscono che il futuro sta nel Piceno e nel volano dei suoi più fortunati luoghi di villeggiatura, la strada verso un naturale declino turistico dei nostri territori non troverà ostacoli per la gioia della riviera marchigiana, da Porto San Giorgio in su.

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