servizio a cura di Luigi Ianni

CUPRA MARITTIMA – Si è concluso il 2° Campus di informatica per ragazzi con DSA/Dislessia organizzato dalla sezione AID (Associazione Italiana Dislessia) di Ascoli Piceno con il contributo economico dei Lions Club del distretto 108/A e compartecipazione dell’Azienda CALL2U.

Al Campus hanno partecipato 14 ragazzi che hanno frequentato la 5a elementare e le tre classi delle scuole medie, il laboratorio è stato condotto da due psicologhe la D.ssa Fioravanti e la D.ssa Mazzoni.

Al Dottor Stefano Franceschi, rappresentante territoriale AID (Associazione Italiana Dislessia) della sezione di Ascoli Piceno, abbiamo chiesto come è nata l’idea e quali sono le finalità di questo progetto.

Quale è stata la necessità che ha dato vita all’idea di realizzare un Campus ?

“L’ idea è maturata nel tempo attraverso alcune iniziative che tentavano di unire le particolari modalità di apprendimento e le potenzialità dei ragazzi con dislessia, con le risorse offerte dall’informatica. Attraverso una serie di esperienze, è maturato l’impegno tra l’ Associazione Italiana Dislessia, la Cooperativa Anastasis di Bologna, l’università di San Marino, l’Università di Urbino per promuovere l’autonomia di ragazzi con DSA mediante l’utilizzo di tecniche e strumenti informatici che li rendano capaci di affrontare il percorso di apprendimento”.

Quali obiettivi ci si proponeva di raggiungere con il Campus?

“Gli obiettivi partono da tre considerazioni: una relativa alla definizione di Disturbo Specifico dell’Apprendimento che potrebbe essere meglio specificata con l’espressione Disturbo Specifico della Modalità di apprendimento. Infatti modificando la modalità di accesso ai contenuti, possono emergere le potenzialità di questi ragazzi. Il primo obiettivo di un Campus è fornire ai ragazzi strumenti che attivano e potenziano il canale uditivo-verbale (ascolto) per l’apprendimento e il canale visivo come sistema di ancoraggio dell’informazione. Il secondo obiettivo è relativo al concetto di Autonomia e quindi mettere i ragazzi con DSA nella condizione di essere autonomi nell’apprendimento senza la mediazione di una persona esterna. La terza considerazione è legata al concetto di “Educare”, cioè trarre fuori le capacità e le risorse di questi ragazzi”.

Attraverso quali mezzi si possono raggiungere questi obiettivi?

“Grazie all’informatica. Infatti il computer attualmente rappresenta il mezzo per eccellenza, lo strumento che più di tutti compensa le loro difficoltà. Infine, il computer favorisce e sostiene la motivazione e soprattutto l’autostima perché sicuramente è uno strumento che non giudica, anzi può solo aiutarti”.

Come è stata strutturata la settimana al Campus ?

“Il Campus ha coinvolto ragazzi dell’ultimo anno della scuola primaria e ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Una selezione che si basa considerando la diagnosi e la partecipazione ad altri campus. Le attività sono strutturate e ben definite: i ragazzi hanno lavorato nel laboratorio e sono stati impegnati per 5 ore al giorno, suddivise fra mattina e pomeriggio. Le ore “libere” sono state dedicate a momenti di gioco in compagnia di educatori. La settimana si è conclusa con la realizzazione di una presentazione dei ragazzi stessi del loro lavoro ai genitori e a tutto lo staff. Inoltre a distanza di mesi, è previsto un incontro per tutti i ragazzi e i genitori alla Country House per verificare quanto i ragazzi siano stati in grado di utilizzare gli strumenti proposti, capire che impatto abbia avuto l’esperienza del Campus per il loro percorso scolastico se abbia cambiato, in meglio, il loro rapporto con la scuola. Inoltre, è un’occasione per i ragazzi per ritrovarsi”.

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