CUPRA MARITTIMA- Nell’ambito delle iniziative, programmate in occasione della ricorrenza del trentennale dal tragico incendio che il 7 giugno 1981 si sviluppò allo stadio Fratelli Ballarin di San Benedetto del Tronto, s’inserisce un apposito evento organizzato a Cupra Marittima: lunedì 25 luglio alle 21,30, infatti, presso l’illustre ambientazione di Villa Cellini, si svolgerà una serata all’insegna del ricordo di quei drammatici momenti, con filmati e racconti di chi quel giorno era presente sulle gradinate della curva sud, trasformatasi in breve per disattenzione in un infernale catino di fuoco.

Interverranno l’assessore alla cultura di Cupra Luciano Bruni, Italo Schiavi (quel giorno in campo con la maglia della Samb), i giornalisti Benedetto Marinangeli ed Arduino Carosi nonché Luigi Tommolini, autore di un toccante contributo audiovisivo che sarà proiettato ai fini di un’esatta contestualizzazione del fenomeno. Saranno presenti anche Clesirio Ripani, all’epoca comandante del corpo dei Vigili Urbani di San Benedetto del Tronto, che si prodigò nei soccorsi ai numerosi feriti, Luciano Giordani, all’epoca vigile urbano e testimone oculare del tragico incidente occorso ad una delle vittime, e Luciano Bovara, protagonista quel giorno di un episodio di eroismo che gli valse la medaglia d’argento al valor civile consegnatagli nel 1988 dal presidente della Repubblica Francesco Cossiga in quel di Gaeta.

“Purtroppo, anche Cupra fu toccata e sconvolta da quel fatto- afferma il promotore dell’incontro Alessandro Talamonti, storico del calcio cuprense- Basti pensare che la mamma della povera Maria Teresa Napoleoni, una delle due vittime del rogo, è una cuprense, che la stessa Maria ha frequentato le scuole superiori qui e la mattina di quel triste 7 giugno era stata al mare proprio a Cupra con tutta la sua famiglia. Inoltre alcuni suoi parenti risiedono ancora qui. Possiamo dire, perciò, che cuprensi e sambenedettesi sono legati nella gioia (furono i sambendettesi a portare il calcio a Cupra negli anni Dieci del Novecento) e nel dolore”. L’ingresso è libero.

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