SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se non si sa nuotare non entrare in acqua al di sopra della cintura, non entrare in acqua se si ha appena mangiato, non continuare a nuotare se si è stanchi, nuotare sempre in coppia, non esporsi in maniera eccessiva al sole, non entrare subito in acqua se si è stati per troppo tempo sotto il sole, non tuffarsi in luoghi sconosciuti, prestare la massima attenzione in caso di bandiera rossa, uscire dall’acqua se si ha freddo e non raccogliere siringhe o oggetti taglienti gettati sulla sabbia.

Trattasi del decalogo “acque sicure” che la cooperativa di salvataggio Riviera Service ha iniziato a distribuire su tutto il lungomare sambenedettese, ombrellone per ombrellone. Ventimila depliant stampati per un’iniziativa partita ufficialmente il 16 luglio, su spinta di Giovanni Gaspari che all’indomani della morte della povera Antonella Ferri aveva auspicato su Facebook il rispetto in mare delle cosiddette regole della nonna.

“Molti incidenti si possono evitare promuovendo la cultura del buon comportamento”, afferma l’assessore al Turismo, Margherita Sorge: “La prevenzione è fondamentale. Spero che l’iniziativa si possa ripetere ogni anno. Per un turista avere la consapevolezza di avere un ambiente attento è una rassicurazione. Questo fattore è importante nell’ambito dell’accoglienza”. Sempre la Sorge spiega inoltre come la fascia più a rischio sia, a sorpresa, quella degli over 50: “I ragazzini di oggi hanno un’altra educazione. Sono più preparati al mare, hanno più spirito critico”.

Nel frattempo, Riviera Service avverte di aver aggiunto un bagnino di presidio della zona antistante la foce dell’Albula e di partire, martedì prossimo, con i controlli a bordo della moto d’acqua.

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