SAN BENEDETTO DEL TRONTO – accia a faccia nella mattinata di giovedì tra il Comune di San Benedetto ed i rappresentanti della Ciip Spa e dell’Ato 5 Marche Sud, nel quale si è svolta una ricognizione generale sul problema degli allagamenti a San Benedetto.

All’incontro hanno preso parte il sindaco Gaspari e gli assessori ai Lavori pubblici Sestri e all’Ambiente Canducci, oltre ai tecnici e ai vertici delle due società, poiché solo attraverso un forte interessamento di Ato e Ciip, che si occupano specificamente del problema, si poteva ottenere l’impegno a convogliare risorse verso la soluzione di criticità ormai ripetute.

Per la zona di piazza San Giovanni Battista (con positive ricadute su via Calatafimi e via Roma) la Ciip ha garantito la pubblicazione del bando al più presto, e comunque entro il mese di luglio, per un importo di circa un milione di euro. Il successivo importante intervento ad essere realizzato è quello in via Monte Conero, quartiere Ragnola, e relativo tratto della Statale 16 interessato.

In generale, durante l’incontro in Comune è stato ribadito che gli allagamenti sono causati principalmente dalla gran massa di acqua piovana che scende dalle colline. Più nello specifico, i tre enti hanno concordato sulla necessità di preparare progetti a beneficio del quartiere Marina di Sotto con particolare riferimento a via Voltattorni e della zona a sud di via Pasubio, specie le vie Verbania, Val Tiberina e Pontida. Lavori, questi ultimi, la cui realizzazione dovrà però essere coordinata con lo scavo dei sottopassi su via Pasubio e in zona San Giovanni. L’impegno è duplice: realizzare i progetti e reperire i fondi, sempre con l’obiettivo di convogliare l’acqua piovana nei fossi, evitando allagamenti come quelli registrati pochi giorni fa.

“Gli ultimi allagamenti sono stati causati da un evento eccezionale, ovvero da quasi 50 mm di pioggia caduti in un’ora”, afferma l’assessore ai Lavori pubblici Leo Sestri. “Detto questo, l’impegno da parte dell’Amministrazione comunale è stato costante e continuerà ad esserlo, per scongiurare il fenomeno. In particolare, Ato e Ciip hanno dato massima disponibilità per fare studi ulteriori sul nostro territorio, in primis per fare in modo che le “acque collinari” siano subito raccolte e inviate nei fossi. Da parte sua, il Comune convocherà nel più breve tempo possibile la Società Autostrade, perché gran parte di tali acque scendono proprio dall’autostrada. Un’ulteriore ricerca verrà fatta sulle vecchie condotte, appartenenti a vecchie lottizzazioni. Infine, il Comune provvede costantemente alla pulizia dei tombini, salvo casi sporadici, che non possono essere generalizzati”.

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