dal settimanale Riviera Oggi Estate numero 877, in tutte le edicole picene dal 2 luglio scorso

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il vescovo di San Benedetto-Montalto e Ripatransone, Gervasio Gestori, rinnova i sinceri complimenti al popolo piceno e abruzzese e ai turisti dice: “Rientrate in voi stessi, ascolatate la voce del cuore”

Il suo impegno di Vescovo è stato prorogato di ulteriori due anni. E’ felice?

“Il Codice di Diritto Canonico chiede che ogni Vescovo, al compimento del 75° anno di età, presenti al Papa le sue dimissioni dall’ufficio episcopale. Non si tratta di un obbligo, ma di un invito, che di norma tutti i vescovi del mondo osservano fedelmente. Nemmeno si tratta di una rinuncia all’essere Vescovo, perché questo Sacramento una volta ricevuto validamente rimane per sempre. E’ invece una libera rinuncia alla responsabilità diretta della guida di una Diocesi a motivo dell’età avanzata. Ho presentato le mie dimissioni al Santo Padre una settimana prima del compleanno ed il Papa mi ha fatto immediatamente sapere che sarebbero state concretizzate al momento opportuno. Intanto dovevo continuare ad esercitare il mio compito di pastore della Chiesa di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto. Non è stato fissato il termine di questa proroga, ma dal momento che non esistono particolari urgenze e che si sta concludendo il Sinodo Diocesano, il Prefetto della Congregazione per i Vescovi e il Nunzio Apostolico in Italia mi hanno detto chiaramente che il mandato continuava senza limitazioni fino a quando il Santo Padre avrebbe deciso. Al Papa si ubbidisce e si ubbidisce con convinzione e con gioia. E quindi sono felice di poter continuare in questo amato territorio un ministero di annuncio del Vangelo, di preghiera, di guida della Comunità cristiana, di cammino cordiale”.

Un suo pensiero sul territorio piceno-abruzzese dove vive da diversi anni.

“Sono milanese e non conoscevo prima questo bellissimo lembo di terra nemmeno indirettamente. Fin dagli inizi del mio ministero, ormai quindici anni fa, ho avuto numerose occasioni pubbliche per esprimere le mie impressioni e i miei giudizi sul territorio piceno ed abruzzese della nostra Diocesi. Non sono mai state parole di sola circostanza, ma sempre ho voluto manifestare con sincerità l’amore vero che sentivo dentro di me per la gente di questa zona. La laboriosità, l’attaccamento alla famiglia, l’accoglienza dei propri anziani, il rispetto degli altri, l’attenzione alle norme, la coesione della struttura sociale, sono solo alcuni degli aspetti positivi tra i molti della nostra popolazione, ricca di storia, di cultura, di amore per il bello, di attaccamento alla Chiesa ed alle sane e gloriose tradizioni religiose. Ho potuto apprezzare il grande rispetto per le persone della Chiesa ed anche la persona del Vescovo è sempre stata accolta con grande attenzione ed ascoltata con venerazione. Di questo rimango tuttora stupito ed esprimo di cuore gratitudine a tutti”.

Crede che la pratica religiosa sia in calo?

“Sono sicuro che, se anche la fede viene manifestata meno nelle forme tradizionali, tuttavia il bisogno di credere non è scomparso. Anzi. Occorre piuttosto rispondere ai profondi e perenni bisogni del cuore umano, anche se oggi questi si presentano con modalità nuove e domandano di essere decifrati con intelligenza e lungimiranza. E’ dunque un problema di discernimento, che richiede poi un forte e coraggioso impegno educativo. La Chiesa deve amare veramente le persone anche in questo nostro tempo e specialmente deve stare accanto ai giovani, perché si sentano amati e non giudicati”.

Un suo augurio personale ai residenti nella Diocesi ed ai turisti che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze nella nostra riviera picena ed in parte abruzzese.

“Questo territorio con tutto quello che è e che ha – persone, mare, colline, monti, tradizioni, arte, chiese, fede – aiuta facilmente a coltivare dentro di noi, con calma e con serenità, una vita spirituale ricca di stupore. In questo nostro ambiente diventa possibile, appena lo si voglia, trovare pace esteriore ed anche interiore. Non è poco. Credo che non esista migliore augurio per i nostri turisti e villeggianti: rientrate in voi stessi, ritrovate il vostro animo, ascoltate la vera voce del cuore, per meglio amare la vita”.

I VESCOVI MARCHIGIANI: “LE VACANZE PER RIGENERARSI”
L’AUGURIO A CHI CERCHERÀ RELAX NEL NOSTRO TERRITORIO: “L’UOMO NON RISERVA UN’ATTENZIONE ADEGUATA AL CREATO E ALLA PROPRIA DIMENSIONE INTERIORE”

“Riscoprire il senso e il valore della vita attraverso il riposo”. E’ il messaggio che i Vescovi marchigiani lanciano a quanti hanno scelto la nostra regione per trascorrere le proprie vacanze. “Per rigenerare ciò che si consuma, per distendere ciò che è contratto, per riconciliare ciò che è diviso”.

Ferie da intendere come un dono dunque, che diano occasione di scoprire con stupore la particolarità ed il valore di tante realtà in cui noi residenti siamo immersi quotidianamente, ma che rischiamo di non apprezzare mai pienamente. A partire dalla storia, dalla cultura, dall’arte, senza dimenticare le tradizioni popolari.

Ecco allora che il relax può benissimo abbinarsi con la riappacificazione dell’uomo con la natura, “riconoscendo che il grande limite dell’umanità è quello di confidare troppo nella propria forza , non riservando un’attenzione adeguata al creato e alla propria dimensione interiore, scrigno dell’infinito che vive in noi”.

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