Wikiriviera e trasparenza. Alcuni giorni fa citai una frase di Napoleone Bonaparte il quale riteneva che un buon comandante si vede dai collaboratori che sceglie. Definirmi comandante è certamente esagerato perché nel mio dna è fondamentale la partecipazione. Io però, sarà per insicurezza o non so cos’altro, ho sempre bisogno di confrontare le mie idee con la mia squadra, pur imponendole quando mi sento sicurissimo in qualità di massimo responsabile. Uno stato di precarietà continua che mi porta conseguentemente a scegliere per il mio giornale collaboratori (giornalisti e non) eccezionali per scienza e comportamento.

Queste mie iflessioni sono state stimolate dall’articolo su queste pagine che segnalava la presenza dello staff di Riviera Oggi presso l’università di Ancona, intento a presentare un’innovazione che farà storia, perché potrebbe riuscire in un’impresa insperata e disperata: cambiare quella mentalità italiana che ritiene tutto possibile. Tanto nessuno controlla. Una tecnica applicata alla rete in grado di bloccare, perché resa trasparente, qualsiasi iniziativa illegale o poco regolare.

Pier Paolo Flammini, Oliver Panichi, Paolo Gabielli, Maria Josè Fernandez hanno avuto la preziosissima collaborazione di due nostri lettori preparatissimi quali Alessandro Palestini e Roberto Guidotti.

Mi preme un aggiunta: poco fa un mio parente mi ha parlato delle idee e della loro importanza. Abbiamo concordato che sì esse sono importanti ma, se non si fanno seguire da progetti realizzabili e realizzati, non servono a nulla. Per questo motivo crediamo (io e la mia redazione) che noi di Riviera Oggi siamo sempre più avviati sulla via della “comunicazione” che è fondamentale e più importante dell’informazione, ora finalmente abbondante e alla portata di tutti.  Informazione che continuiamo comunque a fare in modo sempre più capillare, ma la strada della comunicazione confrontata e pluralista è quella che serve maggiormente al territorio. Speriamo che il nostro ne approfitti.

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