SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Innanzitutto credo che di Notte Bianca sambenedettese si dovrebbe parlare ad aprile/maggio e non più avanti, addirittura il 29 giugno. La scusante delle elezioni è valida fino ad un  certo punto perché, non essendoci nulla da nascondere e dovendo lavorare sempre a favore della comunità, ogni decisione della giunta Gaspari sarebbe stata ben accetta.

Ma veniamo al punto: cosa c’entrano i commercianti del centro con l’organizzazione di una manifestazione della quale loro sono i principali beneficiari? Vincenzo Amato pur essendo lodevole il suo impegno, se non erro, parla per conto loro. Quelli del centro città (per i quali bisogna sempre ricordare che i loro affitti e le tasse che pagano sono superiori agli altri) naturalmente e non per i negozi della periferia. Approfitto di questo particolare per dire che la cosiddetta Notte Bianca (che io chiamerei Nuttate e lune con altoparlanti che diffondono la canzone in sottofondo) andrebbe organizzata sul lungomare tra i due poli della città e cioè tra la rotonda Giorgini e la rotonda Salvo d’Acquisto a Porto d’Ascoli con tre intersezioni ad ovest nel centro storico, in via Voltattorni e in via Mare. Insomma una specie di E con la quale un grafico che si rispetti potrebbe giocare sulla “e” che unisce nel titolo della canzone “Nuttate” a “Lune”: una mia idea quest’ultima, niente di più.

Torno alla polemica tra Amato e la Sorge per sottolineare un particolare: credo che il contributo al Comune debba chiederlo una società o un’associazione che non sia soggetta a conflitto di interessi che, nel caso specifico, sembra esserci. Per questo mi sembra molto strano che il referente, colui che nello specifico chiede denaro pubblico non inferiore ad una certa cifra, sia un commerciante del centro. Infatti, la prima cosa importante da capire è l’organigramma dell’organizzazione, quella cioè che deve dimostrare preventivamente e poi a bilancio entrate ed uscite della manifestazione, in maniera chiara e certificata. Compreso l’indotto che non può essere esclusivo appannaggio di qualcuno in particolare, che non faccia parte dell’organico dell’Ente organizzatore.

Cos’è l’indotto? Potrebbe essere l’introito pubblicitario per utilità affini all’evento, potrebbe essere lo spazio per gli stand che, per esempio, nel caso de L’Antico e le Palme, ha un nome preciso: è Gianni Brandozzi che ha un tariffario per chi vuole usufruire della spazio necessario nei giorni dell’evento. Di tutto è lui che ne risponde. Altre cose possono costituire indotto che, per spazio e tempo, non sto qui ad elencare. Chi è il “Gianni Brandozzi” della Notte Bianca? Mi auguro che il Comune lo sappia e lo comunichi ai suoi cittadini. Secondo me, per diversi motivi, non può essere Amato.

Chiudo: l’ideale per organizzare certi eventi sarebbe una struttura tipo un giornale, una radio, una Tv, una società specializzata in eventi. Il loro compito sarebbe quello di agire nella massima trasparenza: preparare un progetto dettagliato nel quale andrebbero elencate tutte le prerogative della nottata che dovrebbe essere a tema, ogni anno uno diverso (poesia, canto, prosa, cinema, televisione eccetera). Importante anche che vengano indicati costi e preventivi in modo inequivocabile. Soltanto così potrebbe essere giustificato e quantificato l’intervento economico pubblico, se necessario. Alla giunta spetterebbe il compito di valutare con la dovuta attenzione l’attuabilità del progetto e la sua valenza.

Il tutto deve accadere nel mese di Aprile anche perché le parti in causa, Comune e Organizzazione, avrebbero il tempo di concordare modifiche e suggerimenti vari.

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