SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Rinunciamo a tutte le presidenze e vicepresidenze di Commissione a cui nemmeno parteciperemo. La nostra opposizione avverrà solo in Consiglio Comunale”: è forte e chiaro il messaggio del Popolo della Libertà all’indirizzo del sindaco Gaspari che, dopo i buoni propositi di fair play dei giorni scorsi, sembra essere caduto su una buccia di banana rigenerando un muro contro muro che si preannuncia nuovamente serrato. Anche se a dir la verità il reale obiettivo dei berlusconiani stavolta è soprattutto Loredana Emili, che durante la riunione dei capigruppo di inizio settimana ha rivendicato la presidenza della Commissione Urbanistica. “A detta sua – rivela il centrodestra – il primo partito di maggioranza non può rinunciarvi considerato che il medesimo assessorato era finito a Canducci”.

“A quel punto – spiega Bruno Gabrielli, intervenuto coi consiglieri del Pdl al completo e con Giacomo Massimiani, unico rappresentante in assise della Lista Gabrielli – ho cercato di farle notare che alla luce del colloquio con il primo cittadino si era manifestata la volontà di mantenere gli schemi consolidati da venti anni a questa parte”. L’ex assessore al Sociale avrebbe così “pregiudicato una collaborazione che sarebbe stata fondamentale per la città”. Anche perché la Commissione Urbanistica storicamente veniva “donata” alla minoranza: “Dal 1997 al 2001 con Perazzoli ne sono stato io il presidente”, dice Pasqualino Piunti. “E’ una falsa partenza per il Gaspari bis. Ha preso in giro i cittadini e gli elettori eleggendo alla presidenza del Consiglio Calvaresi, fino al giorno prima suo rivale ed adesso mette un uomo del Pd a controllare l’operato di Canducci. Ci chiediamo come mai”.

Dalla mano tesa  alla gamba tesa dunque: “Sono stati violati i nostri diritti di garanzia. Non vediamo quel dialogo costruttivo tanto sbandierato. C’è solo arroganza”.

NEL MIRINO ANCHE LA SORGE “Nel 2006 – ricorda ancora Piunti – si parlò di assessori a tempo pieno per l’amministrazione. Così non fu e non sarà nemmeno stavolta. La Sorge ad esempio è stata caricata di troppi incarichi. Non credo che una persona con un suo lavoro possa mandare a termine un mandato così gravoso. C’è infine da segnalare un’incompatibilità se non di legge almeno morale, visto che la Sorge è contemporaneamente delegata al Sociale e dipendente dell’Ospedale”.

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