SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ritrovato nel punto esatto in cui aveva fatto perdere le sue tracce, ovvero a pochi metri dalla prima concessione del lungomare nord. Il corpo di Antonella Ferri sembra essere stato riportato dalle correnti proprio sul bagnasciuga antistante i primi chalet del lungomare di San Benedetto.

Una sorta di beffa per chi per ben un giorno e mezzo ha setacciato ogni perimetro di costa col supporto di elicotteri dei Vigili del Fuoco, gommoni della Guardia Costiera ed una squadra di sommozzatori. Nessuna traccia – nonostante il costume nero e la limpidezza del mare – fino al ritrovamento avvenuto alle prime ore di martedì, di notte, lontano dalla vista di turisti e soprattutto dei bambini. “Era una delle nostre preoccupazioni – dichiara Luca Buttafoco, presidente della Cooperativa di salvataggio Riviera Service – per fortuna siamo riusciti ad evitare che la gente assistesse alla scena. Non siamo sorpresi, non ho mai pensato che la salma fosse stata trascinata lontano. Con le scogliere presenti era difficile che potesse andare troppo a largo. Inoltre non sono state rilevate escoriazioni di alcun tipo, quindi dubito sia rimasta incagliata tra i massi”.

A questo punto ci sarà da capire quale sia stata la causa del decesso di Antonella. Sempre Buttafoco afferma di essere rimasto stupito del fatto che il cadavere fosse assolutamente piatto “tanto da notarsi le costole”. “Chi muore annegato – spiega ancora – beve acqua ed il corpo di conseguenza si gonfia in modo evidente. Qui non si notava nulla di tutto ciò. Non è da escludere che abbia perso la vita prima di andare a fondo. L’autopsia potrebbe spiegare come sono andate davvero le cose. Ma le mie sono solo supposizioni”.

La Ferri, circa tre anni fa, era stata protagonista di un terribile incidente stradale, che le era costato una momentanea paralisi agli arti inferiori. Un periodo difficile dal quale era riuscita ad uscire dopo un’interminabile riabilitazione.

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