SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualcuno ci spera: vivere il doppio. I biologi del Mit, il Massachusetts institute of technology, hanno pubblicato sulla rivista Science di giugno un articolo su un gene in grado di controllare quante volte una cellula del lievito si possa riprodurre.

Sappiamo per esperienza che le cellule hanno una durata limitata nel tempo. Inoltre hanno la possibilità di dividersi (cioè di riprodursi) un numero finito di volte prima di morire. Il percorso di vita di una cellula umana viene però annullato nel momento in cui si formano le cellule riproduttive cioè in altre parole l’aspettativa di vita di un neonato è sempre la stessa sia che l’abbia generato un ventenne sia che l’abbia generato un settantenne.

Il meccanismo è ignoto per le cellule umane, ma non per le cellule del lievito. In questo consiste la scoperta degli scienziati americani: nell’aver individuato il gene che controlla quel processo. Dagli studi effettuati si evince che la vita di una cellula del lievito può essere raddoppiata.

I passi successivi dichiarati da Angelika Amon, professoressa di biologia e principale autrice del lavoro, vedranno esperimenti su vermi e successivamente sui topi. Da ultimo si tenterà di rintracciare il meccanismo nelle cellule umane dello sperma e degli ovuli.

Si tratta di uno studio rivoluzionario in grado di apportare profondi cambiamenti alla disciplina della biologia e alla ingegneria genetica a beneficio della vita umana.

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