San Benedetto del Tronto – Quando accade una disgrazia i motivi possono essere tantissimi, non ultimo il fato che qualcuno può interpretare come “caso” altri come “predestinazione“. In entrambi i fattori c’entra anche il libero arbitrio che potremmo individuare nella maggiore o minore prudenza dei singoli individui. Da tenere anche in considerazione che un incidente può capitarci in assenza totale della nostra volontà, ad esempio un’auto che ti viene addosso perché procede in senso vietato. Tutti avvenimenti però che hanno alla base la prevenzione la quale, come si suol dire, è sempre migliore della cura. Cura che quando serve, però, deve essere la migliore possibile nei tempi e nei modi.

Entrambe le circostanze se le leghiamo alle recenti tragedie del mare, a mio modo di vedere, lasciano un po’ a desiderare. La prevenzione non è ai massimi livelli, vedi, per esempio, bagnini che non possono multare chi non rispetta il regolamento stilato dalla Capitaneria di porto. Proprio ieri davanti allo chalet “Rosa dei venti” a Grottammare, nonostante la bandiera rossa, due bagnanti erano almeno 30 metri dopo le boe che indicano un limite da non superare. (Tra parentesi, a parer mio, le boe dovrebbero essere avvicinate ancora di più alla riva perché la zona è piena di “buche”, cioè pericolosissimi avvallamenti del fondale, ben prima di dove sono posizionate ora le boe). Un giovane bagnino ha lasciato la torretta ed è accorso con il pattino vicino alle due persone che, dalla riva, sembrano in difficoltà. Per fortuna non lo erano ma, invece di ringraziare il ragazzo per lo scrupolo o per un eccesso di prevenzione, lo hanno quasi insultato, rispondendo che conoscono il mare meglio di lui. Se avesse potuto, secondo me, una multa ai due bagnanti sarebbe stata sacrosanta. In certi casi credo che un divieto totale restrittivo, magari eccessivo, di balneazione potrebbe risultare utile e necessario. Insomma qualcosa in più sulla prevenzione si può fare.

Stessa cosa per la celerità degli interventi. Tutti sappiamo che in caso di infarto o di annegamento anche un minuto di rtiardo può risultare fatale. Nel caso accaduto ieri nella spiaggia di Grottammare sud pare che l’ambulanza sia arrivata dopo 25 minuti dalla chiamata e senza medico (che però non è obbligatorio). Un cardiologo che si trovava in spiaggia era intervenuto subito facendo il massimo che poteva ma inutilmente. Probabilmente l’arrivo più immediato dell’ambulanza non sarebbe servito egualmente ma è vero anche che 25 minuti dalla chiamata sono troppi con l’ospedale a poco più di 2 chilometri. Insomma anche a livello di pronto intervento qualcosa in più si può fare.

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