SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovedì scorso Walter Veltroni, assieme a Roberta Peci, Silvia Ballestra e al sindaco Giovanni Gaspari, era in Palazzina Azzurra per presentare il suo nuovo libro “L’inizio del buio”. Clicca qui per visualizzare i nostri servizi video, comprensivi di curioso fuoriprogramma (un topo di medie dimensioni che fa capolino dal ramo di una palma proprio sopra il tavolo dei relatori).

Di seguito, ecco come Pgc, al secolo Pier Giorgio Camaioni, commenta l’accaduto

“Non c’ero. Per me Veltroni sta in Africa, e quello che viene un giorno sì e l’altro pure a San Benedetto è una controfigura di Cinecittà. Non ce la faccio a bermi le litanie buoniste, le garbate lezioncine, le visioni politiche misticheggianti; a sorbirmi il carezzevole rassicurante bon ton, l’inossidabile calma anche quando s’incazza, l’elegante saccenteria. Suona più falso dei Vuitton venduti sulla spiaggia. Scrive libri? Non posseggo un suo libro, non sto neanche in lista d’attesa. Mai applaudito, mai odiato. Per me Veltroni è come una mozzarella incensurata senza scadenza, beato chi s’accontenta. Sarà sempre con noi. Cioè con voi. Va bene così. L’Africa può aspettare.

Eppure giovedì sera in Palazzina avrei voluto esserci, al momento…topico.

Guardare le facce, gustarmi le reazioni, immaginare i rodimenti intimi, ascoltare le battute e i gridolini, cogliere le occhiatacce, le silenti preghiere, gli scongiuri, i nascosti lampi di panico, intuire i rapidi calcoli sulle vie di fuga mentre si ostenta sicurezza, sorriso tirato e sprezzo del pericolo: ma dde che c’avete paura? E’ solo un topo, è piccolo e birichino, no è grande e feroce, “no, è uno scoiattolo” se ti cade in testa trivelli la pista. Ma dove sono i gatti? Vieni fuori, splendido siamese di 3 anni, dove ti sei rintanato, fa’ il lavoro di gatto e guadagnati la pagnotta. E Adelchi, perchè fa entrare i topi clandestini? Ci fosse almeno una rete sul palco, di quelle grandi come per gli acrobati al circo; e le trappole, dove sono le Rat-Box, ce ne vogliono almeno 50 qua in Palazzina (altre 100 in città, leggo oggi!), “controllerò”… Chissà quant’altre cose avrei visto e sentito. Cazzo, non c’ero.

Dopo avrei potuto anch’io scrivere un libro. Pagando un editore l’avrei pubblicato. Inseguendo e violentando gli amici l’avrei presentato e distribuito. Implorando i parenti l’avrei venduto. Se avessi avuto l’accortezza di aggregarmi ai Luoghi Piceni avrei rischiato pure successo e gloria, soprattutto facendomi scrivere – dietro sottoscrizione di una tessera del PD, si capisce – l’introduzione direttamente da Lui, Veltrone l’africano.

Ma si rilassi lo scelto pubblico, IL TOPO DI VELTRONI non sarà mai in libreria”.

25. 6. ’11 PGC

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