SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Movimento Cinque Stelle non dimentica e si rituffa in una preoccupante segnalazione messa in atto poche settimane prima delle elezioni: ““Da alcuni mesi, invece che essere portati via con le autobotti, i reflui provenienti dal pozzo di estrazione di metano a Montecretaccio (area sulle colline di Porto d’Ascoli, all’altezza di zona Fosso dei Galli, ndr) vengono sversati nelle fogne – avvertivano Peppe Giorgini, Andrea Mattioli e Giovanni Marucci – Il depuratore idrico non è in grado di eliminare quei liquami. Senza dimenticare l’odore nauseante che esce dai tombini delle fogne e soprattutto dai servizi igienici delle abitazioni”.

Niente ad oggi risulterebbe essere mutato, nonostante le denunce fatte: “Ci si è rivolti al Nucleo Operativo dei Carabinieri, ma nulla si è mosso”, spiega il consigliere comunale Maria Rosa Ferritto, affiancata da Riego Gambini e dallo stesso Giorgini. “A quel punto un abitante in rappresentanza dell’intera zona è andato dalla Polizia Municipale. Siamo a giugno e vorremmo saperne di più. Questi batteri potrebbero essere infetti? Se finiscono in mare cosa succede? I cittadini hanno bisogno di essere rassicurati a livello ufficiale”.

Questo perché dei controlli effettuati la popolazione non saprebbe nulla, dice il Movimento Cinque Stelle: “L’Arpam nelle sue analisi ha detto che si tratta di idrocarburi, non ne sappiamo di più. C’è un’indagine in corso, i dati sono secretati, non pubblicabili. Almeno il sindaco chieda di accedervi, in quanto responsabile sanitario della città. Chiediamo inoltre che si ricomincino ad usare le autobotti”.

Ma il quesito che attanaglia il Movimento, a questo punto è un altro: “Se non c’è chiarezza con questo tipo di caso, cosa accadrebbe con una possibile centrale di stoccaggio del gas? Questo è un precedente gravissimo. San Benedetto va bonificata, difesa. Non è accettabile che chi vive di turismo sopporti ciò”.

LA PROPOSTA DELLA FERRITTO “Porterò in Consiglio la proposta di modifica dello Statuto comunale, che consenta ai residenti di decidere cosa costruire o meno sul proprio territorio”. Così la Ferritto anticipa le future mosse in assise, spiegando come sia fondamentale che ad esprimersi sui temi a forte impatto ambientale siano coloro che nelle aree interessate ci abitano. “Si potrebbe ottenere quello che chiedo mediante il passaggio del Referendum da Consultivo ad Abrogativo. Diventerebbe vincolante”.

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