MARTINSICURO – E’ stato approvato con il solo voto della maggioranza e dopo oltre quattro ore di discussione in Consiglio comunale il Piano Sociale di Zona elaborato dal Gruppo di Piano dell’Unione dei Comuni.

Al centro del dibattito del civico consesso il mancato riconoscimento dell’Anffas nel Piano 2011/2013, fattore che ha determinato l’esclusione da finanziamenti pubblici per l’associazione che nel Centro Diurno “La Rosa Blu” si occupa di 20 disabili di Martinsicuro e dei Comuni limitrofi.

Dopo l’illustrazione del caso da parte dell’assessore al Sociale Marcello Monti, maggioranza ed opposizione hanno espresso unanime intenzione di manifestare contrarietà verso il provvedimento della Città Territorio, seppure alla fine il medesimo scopo si sia concretizzato in proposte di soluzioni discordanti.

“L’Anffas nonostante il servizio che svolge sul territorio da 11 anni è sempre stata dimenticata dall’Unione dei Comuni – ha affermato Luigino Fedeli di Futuro e Libertà – e per questo dobbiamo contestare il Piano di Zona come uomini ancor prima che come cittadini. Si tratta di una battaglia civile che va oltre le appartenenze politiche”.

“Martinsicuro incide sulla popolazione della Val Vibrata per il 23% – ha aggiunto Alduino Tommolini di Città Attiva -. Quando si tratta di erogare contributi noi facciamo la nostra parte, quando poi bisogna ricevere servizi siamo l’ultima ruota del carro”. Tommolini ha definito il mancato riconoscimento del Centro Diurno dell’Anffas come un “problema di carattere politico, e non burocratico come qualcuno vorrebbe far credere. Si tratta di una situazione iniqua dal punto di vista dell’oggettività numerica”.

E proprio sui numeri si è scatenato il dibattito in Consiglio comunale, con il consigliere Ignazio Caputi del Pd che ha messo in evidenza come per tutti i Centri Eas abruzzesi (che in media hanno 20 ragazzi ciascuno) i fondi stanziati dai vari Piani di Zona si aggirino intorno ai 60-80mila euro, con l’unica eccezione del Centro Val Vibrata di Colonnella che a fronte di 22 persone riceve un finanziamento annuo di 250mila euro (con una previsione per il Piano di Zona 2011/2013 di 280mila euro).

“Come mai una cifra così alta a fronte di servizi simili a quelli erogati negli altri centri diurni?” si è chiesto Caputi. Il consigliere di minoranza ha quindi proposto una mozione da inviare alla Città Territorio con cui chiedere l’istituzione di un secondo Centro Diurno in Val Vibrata, la richiesta di spiegazioni sulle motivazioni che impediscono l’istituzione di un secondo centro in Val Vibrata e infine una valutazione di costi-benefici dei servizi erogati dai Centri Diurni sul territorio.

Se l’intero Consiglio comunale si è trovato concorde nel mandare un segnale di protesta nei confronti dell’Unione dei Comuni, divergenza di vedute c’è stata sulla strada da intraprendere. Fli, Citta Attiva e Pd hanno chiesto di rimandare di qualche giorno l’approvazione del Piano di Zona, per dare il tempo necessario alla Giunta dei sindaci di trovare una possibile soluzione per l’Anffas, come il riconoscimento di un secondo Centro Diurno in Val Vibrata, o l’erogazione di fondi direttamente dalla Città Territorio.

Una proposta bocciata però dal sindaco Di Salvatore: “Rimandare l’approvazione di qualche giorno significherebbe rischiare di sforare i termini di scadenza e di venire quindi esclusi da tutti gli altri servizi che il Piano prevede”. Dopo oltre quattro ore di dibattito si è deciso di procedere con l’approvazione del documento (passato con il solo voto della maggioranza e con l’astensione delle minoranze) e all’elaborazione di una mozione firmata da tutte le forze politiche da presentare all’Unione dei Comuni per l’istituzione di un secondo Centro Diurno in Val Vibrata.

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