ANCARANO – Vigilare sulla tempistica dei lavori all’Ospedale Val Vibrata affinchè la riapertura sia assicurata nei tempi previsti. E’ quanto si propone di fare il consigliere regionale Pdl Emiliano Di Matteo, che ha raccolto una serie di dubbi e perplessità dei cittadini a proposito della chiusura a partire dal primo luglio dei reparti di Ostetricia, Ginecologia e Ortopedia.

Dal 25 giugno saranno infatti sospesi i ricoveri e i reparti verranno poi chiusi per tre mesi per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione del blocco operatorio.

“E’ normale che possa capitare lo slittamento dell’inizio dei lavori, anche in una più attenta programmazione – afferma Di Matteo – nel caso del nostro nosocomio è possibile rinviare la chiusura dei reparti fino a quando non sia strettamente necessario”. Il consigliere regionale, dopo aver sentito il parere dei sindaci della Val Vibrata, ha avanzato alla Asl di Teramo la richiesta di chiusura temporanea dei reparti solo se assolutamente necessario, e solo nel momento in cui si ha certezza del reale inizio dei lavori. Ha chiesto inoltre la riapertura immediata alla conclusione dei lavori, con il reintegro di tutto il personale attualmente presente, che per i tre mesi di cantiere sarà dirottato a Teramo ed Atri.

Di Matteo, ribadendo la stima e il rispetto nei confronti del direttore della Asl Giustino Varrassi “grazie alle cui iniziative molte attività sono ripartite al Val vibrata”, non si esime però dal mostrare dubbi e perplessità sulla decisione di chiudere i reparti nei tre mesi estivi: “Mi sembra che tale proposta è stata costruita in modo affrettato e dalle informazioni assunte mi sembra che ci siano ancora troppe incertezze. Va tenuto presente – aggiunge – che siamo alla vigilia della stagione estiva e che chiudere e depotenziare alcuni reparti vuol dire non sapere offrire ai turisti i servizi adeguati. Va considerato che la maggior parte di loro hanno come punto di riferimento il nosocomio vibratiano”.

Il consigliere regionale dichiara quindi che vigilerà sulla tempistica dei lavori e sulla tipologia degli interventi: “Non deve accadere quel che è successo con geriatria – conclude – quando qualche anno fa quando si parlò di chiudere il reparto “momentaneamente” per lavori di adeguamento per poi non essere più riattivato”.

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