SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per visualizzare il servizio, cliccare sull’icona rettangolare a destra in basso. Riprese e montaggio a cura di Maria Josè Fernandez Moreno

Martedì in commissione Bilancio della Camera sono stati abrogati i punti del Decreto Sviluppo relativi alla concessione del diritto di superficie ventennale ai concessionari balneari, ideata con lo scopo di aggirare l’obbligo di messa all’asta delle concessioni voluto dalla direttiva europea “Bolkestein” per tutelare la concorrenza.

Il Partito Democratico, che a Roma ha presentato emendamenti per la soppressione di quei punti, accolti dal Governo e dalla maggioranza, nel Piceno lancia dure critiche all’Esecutivo. Il segretario provinciale Antimo Di Francesco afferma: “Il Governo ha preso in giro imprese e territorio per fare propaganda elettorale illudendole che con un semplice decreto si sarebbero risolti i problemi”.

Il deputato Pd Luciano Agostini afferma: “Prima di questo Decreto Sviluppo noi proponemmo già di fare una legge che conciliasse la Bolkestein con le peculiarità italiane, con gli investimenti fatti dai piccoli imprenditori turistici sulle concessioni balneari. Martedì prossimo arriva la discussione in aula, e il Governo ha fatto un maxi emendamento riprendendo le decisioni della commissione Bilancio, e su quello pone la fiducia, quindi non sarà emendabile. C’è un tentativo, che noi sosterremo pur se velleitario, di fare entro novembre una legge comunitaria per stralciare il comparto turistico dalla direttiva Bolkestein. Ma la strada maestra più praticabile è fare una legge nazionale che normi le procedure all’interno della direttiva”.

Il consigliere regionale Paolo Perazzoli dice di aver subito creduto che la parte del Decreto Sviluppo sul decreto di superficie fosse nata con le gambe fragili: “La materia è così delicata che ha bisogno di una riflessione e di un lavoro pacato, con il bisturi. Non di annunci demagogici. Riprendiamo un tavolo di confronto fra Governo, Regioni, forze sociali rappresentative, per trovare gli strumenti che non vadano in contraddizione con la direttiva, ma tutelino la micro impresa, un concetto peraltro che la Ue ha rivendicato recentemente. Questa è la strettoia su cui lavorare”.

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