SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Fondamentale innanzitutto è la lotta alla privatizzazione dell’acqua, impedire assolutamente che il fondamento della vita rimanga all’interno del mercato libero, libero perchè di fatto incontrollato e incontrollabile”. Lo scrive in una nota il Movimento Cinque Stelle sambenedettese, a proposito del prossimo referendum del 12 e 13 giugno.

“Sulla battaglia per la tutela del servizio idrico pubblico c’è in gioco tutto il benessere futuro, perchè nella difesa dell’oro blu c’è il primo baluardo contro le svendite e le privatizzazioni dei beni comuni, locali e nazionali. Il territorio, gli immobili, i servizi essenziali appartenenti agli enti statali da oltre 20 anni a questa parte stanno cambiando nazionalità, da italiani diventano globali, ovvero finiscono nelle mani di aziende il cui smisurato potere economico permette di agire come se fossero esse stesse degli stati sovrani, relegando i cittadini nel ruolo di consumatori”.
Sul nucleare, il Movimento Cinque Stelle scrive: “La vera questione è semplice: esisteranno sempre degli eventi catastrofici naturali e umani non prevedibili, di conseguenza l’installazione di una qualsiasi centrale nucleare espone ad un rischio certo. Quindi il pericolo è sicuro, i danni potenziali sono elevatissimi e praticamente eterni, infine la zona a rischio è molto ampia, basti pensare alle acque radioattive riversate in mare dalla centrale di Fukushima che arriveranno ovunque, o al livello di radioattività finora rilevato in Italia, causato sia dall’incidente di Chernobyl che dai rifiuti nucleari nazionali. Quando si sente dire che abbiamo centrali vicino ai confini nazionali, bisognerebbe pensare che ci sono 2 modi per ridurre il numero d’impianti nucleari nel mondo: il primo è chiudere le attuali centrali, il secondo è scegliere non costruirne di nuove, non ci sono altre strade”.

Sul legittimo impedimento, il Movimento Cinque Stelle scrive: “Ovviamente fa gola a qualcuno che tutti conosciamo, ma non solo. Al di là dello scontro partitico una questione dovrebbe essere chiara: il problema del legittimo impedimento non è tanto che qualcuno riuscirà a schivare la giustizia, ma che verrà formalizzato, scritto su carta istituzionale e ribadito ancora una volta che la legge non è affatto uguale per tutti. Probabilmente molti degli avversari che ora lo vorrebbero dietro le sbarre in futuro si troverebbero perfettamente a proprio agio, dolcemente protetti dal legittimo impedimento”.

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