ALBA ADRIATICA – Presenterà un esposto alla Procura della Repubblica la Federazione dei Verdi provinciale a seguito dell’abbattimento dei 19 tigli all’interno del parcheggio del condominio Petit Fleur ad Alba Adriatica. E’ sul piede di guerra l’associazione ambientalista che ha visto abbattere gli esemplari arborei nonostante la diffida presentata tempo fa all’amministrazione Giovannelli per la revoca dell’autorizzazione al taglio.

“Abbiamo assistito all’ennesimo scempio compiuto in un territorio fortemente cementificato – afferma il coordinatore Giuliano Marsili – e i tigli rappresentavano l’unico spazio verde del palazzo e dei vicini. Del resto un’amministrazione comunale votata alla concessione di ben 5 lottizzazioni nel giro di 2 anni non può essere sensibile al taglio di alberi. Nel territorio del Comune molti sono stati i casi di abbattimento, pur contestati dagli ambientalisti, i quali più volte hanno chiesto al sindaco Giovannelli le dimissioni dell’assessore all’ambiente Gabriele Viviani. La necessità di fare spazio alle palazzine e alle speculazioni edilizie prosegue Marsili – anche con pareri, relazioni tecniche e perizie di dubbia legittimità, in un Comune dove non esiste un regolamento edilizio aggiornato alle moderne normative e direttive Europee, dove non è stata istituita la commissione urbanistica, non desta meraviglia”.

I Verdi denunciano inoltre lo stato di degrado in cui verserebbero molte zone di Alba Adriatica, con “almeno venti telefonate di cittadini indignati pervenuteci in questa settimana”

“Le aree verdi sono in stato di abbandono – prosegue Marsili – la spiaggia sporca, vie come Viale della Vittoria piene di punti scardinati, molti alberi abbattuti e seccati mai rimpiazzati, la raccolta differenziata ai minimi storici, la Bambinopoli non agibile ma tenuta lo stesso aperta, il laghetto dell’oasi del torrente Vibrata, vicino al ponte di legno, putrescente, le siepi del lungomare quasi tutte secche, i cordoli di cemento dissestati, le cavate delle acque bianche ostruite da sterpaglie, laddove ancora aperte, o eliminate per fare spazio ai palazzi, alcune vie cittadine impossibili da percorrere, come via Rovigo, via Chiarugi, via Firenze, per continui cantieri e mezzi dei costruttori che effettuano lavori”.

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