SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era l’anno 2001 quando Giampiero Marconi si fregiava degli allori della Seconda Categoria trascinando a suon di gol il Porto d’Ascoli alla vittoria del campionato. Sono trascorsi 10 anni e la storia si è ripetuta.
Sinistro implacabile, scatto felino e un cuore che non si risparmia mai, così Alessandro Di Girolamo ha firmato le 21 segnature della stagione guadagnando la medaglia d’oro (con rammarico solo simbolica visto che tra i dilettanti non esiste un premio ufficiale) del bomber di Prima Categoria.
Capocannoniere del torneo, che effetto fa?
«E’ una grande soddisfazione e motivo d’orgoglio. Tuttavia deve essere un punto di partenza e uno stimolo in più per i prossimi anni».

Un tira e molla con Di Simplicio del Monticelli, alla fine l’hai spuntata.
«E’ stata una bella sfida a distanza, durante l’anno ho sempre detto ai miei compagni che non mi interessava arrivare in cima, ma una volta che sei li è un peccato non giungere in fondo e grazie all’aiuto della squadra ci sono riuscito».

Ti aspettavi un simile traguardo ad inizio stagione?
«Sinceramente no anche perché il mister quest’anno mi ha reinventato esterno destro ed io essendo un mancino avevo più facilità nel liberarmi per andare al tiro. Gran parte del merito è suo».

Solitamente chi segna tanto, ha tante richieste di ingaggio.
«Avere richieste fa piacere a chiunque. Per adesso ci godiamo le vacanze estive».

Play off persi per un punto, Porto d’Ascoli sesto: tutto sommato un campionato soddisfacente.

«All’inizio eravamo partiti con l’intento di salvarci bene, però nel corso del campionato ci siamo accorti che potevamo ambire a qualcosa di meglio, purtroppo abbiamo mancato un obbiettivo che era sicuramente alla nostra portata a poche giornate dal termine ed è stato veramente un peccato».

Di Girolamo e il futuro?
«Mi sono sempre trovato bene a Porto d’Ascoli, è un pò come casa mia. Adesso ho voglia di tornare in promozione con questa squadra, poi si vedrà».

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