SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La risposta, piccata, non s’è fatta attendere. Fabio Urbinati replica immediatamente al monito del segretario comunale del Pd, Felice Gregori, che aveva suggerito al consigliere comunale di “evitare personalismi” in favore del bene della nuova squadra guidata da Giovanni Gaspari. Una predica non gradita dal diretto interessato che risponde a tono: “Senti chi parla – esordisce ironico – si discute oggi di Laboratorio Marche quando fino ad appena dieci giorni fa dell’ipotesi Calvaresi alla presidenza del Consiglio nessuno ne sapeva nulla. Gregori spieghi meglio, dato che martedì alla riunione ci ha detto che con l’Udc non aveva avuto contatti da dicembre. La bacchettata la rispedisco al mittente”.

Un’ulteriore prova di un malumore sempre più crescente tra le fila dei democrat, che da più parti sottolineano come il nuovo assetto allargato penalizzerebbe soprattutto il primo partito del centrosinistra: “Il sacrificio va diviso in maniera equa – prosegue Urbinati – la richiesta di due assessorati più la presidenza del Consiglio comunale era già un punto di partenza minimo, al ribasso. Ora ci ritroviamo con ancor meno. Non sono contrario a questo nuovo percorso, Sel è parte integrante del progetto, ma forse con l’Udc c’è stato un approccio sbagliato, doveva essere il Pd ad instaurarlo. Si poteva trovare un’altra soluzione”.

Il consiglio al suo partito è dunque chiaro: “Cerchi di tutelare di più i consiglieri eletti che hanno portato acqua al mulino del Pd. Comunque siamo persone responsabili e troveremo il modo per risolvere la situazione”.

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