GROTTAMMARE – Solidarietà e Partecipazione, lista politica che amministra Grottammare dal 1994, ha deciso di far proprie le ragioni di chi ha promosso il referendum del 12 e 13 giugno e di invitare tutti i cittadini a votare quattro Sì, uno per ogni quesito referendario.

Per questo motivo il movimento ha organizzato per il 9 giugno prossimo, ore 18, un incontro-dibattito in Piazza Kursal con il sindaco Luigi Merli, il presidente della Ciip Giacinto Alati e la dirigente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, Michela Giraldi.

Il capogruppo di Solidarietà e Partecipazione, Simone Splendiani, sottolinea il pensiero del gruppo di maggioranza rispetto i primi due quesiti sull’acqua riportando l’articolo (il 21 bis denominato “Acqua e Servizio Idrico Integrato) con cui l’anno passato fu modificato lo Statuto Comunale di Grottammare: ”Il Comune riconosce l’acqua bene comune indispensabile dell’umanità, la cui accessibilità va garantita a tutti i cittadini senza alcuna discriminazione e, pertanto, il servizio idrico è un servizio pubblico locale essenziale che va gestito in forma totalmente pubblica e priva di rilevanza economica”.

Per quanto riguarda il terzo quesito che ha l’obiettivo di cancellare il decreto del Governo che vuole far tornare l’Italia a produrre energia nucleare il capogruppo dichiara: ”Anche prima del recente disastro di Fukushima in Giappone eravamo convinti che il nucleare fosse una risposta tecnologicamente vecchia e costosa al problema energetico, oltre che pericolosa per l’umanità. In tal senso, il 30 marzo 2009 in Consiglio Comunale è stata proposta e approvata dal gruppo di Solidarietà e Partecipazione una mozione che dichiarava Grottammare un Comune denuclearizzato”.

Una definizione del genere indica che nel proprio territorio comunale non possano sorgere impianti ad energia nucleare per fissione di materiali radioattivi e né possano mai esserci deposito o transito di scorie o materiale radioattivo.

Riguardo l’ultimo quesito che ha l’intento di rimuovere il cosiddetto “legittimo impedimento”, un provvedimento che permette, entro certi limiti, alle cariche più alte dello Stato di sottrarsi per un dato periodo alla Giustizia, Splendiani ribadisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e aggiunge: ”Proprio coloro che amministrano la cosa pubblica per primi dovrebbero dare l’esempio rispettando le regole”.

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