SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un tabù che potrebbe trasformarsi in esigenza. Per rialzarsi, per tornare a vincere tra cinque anni, o forse prima. Le primarie nel Popolo della Libertà non sono più viste con diffidenza e, a livello nazionale, è già attiva la corrente che vorrebbe tornare a dire la propria attraverso tale procedimento, fin’ora caro esclusivamente al centrosinistra. Persino il grande capo s’è mostrato possibilista: “”Non sono contrario – ha affermato nei giorni scorsi Berlusconi – purché si arrivi a essere certi che i votanti siano sostenitori del partito e non infiltrati della sinistra”. Ancora più decisa la presa di posizione del neo segretario Angelino Alfano favorevole alla consultazione popolare “sia per la scelta dei coordinatori che per quella dei candidati negli enti locali”.

Una vera e propria metamorfosi che potrebbe di fatto interessare anche il popolo azzurro sambenedettese, all’indomani di una delusione cocente, che sa tanto di suicidio annunciato. In appena un anno il Pdl è riuscito a compiere un clamoroso harakiri: primo partito rivierasco alle scorse elezioni regionali con l’alleato leghista addirittura al 4%, ha ceduto frettolosamente il passo ai rivali democratici, tornati leader incontrastati. Tracollo che porta il volto di diversi responsabili. Le divergenze iniziarono nelle scorse elezioni regionali nelle quali ci fu l’ultimo tentativo di mediazione, prima dello strappo fatale tra Fini e il Cavaliere, che sarebbe avvenuto di lì a poco.

Se sono primarie serie ben vengano“, dichiara oggi Piunti, dopo anni di esplicita ritrosia in merito. “Non devono però essere una farsa”. Ovvero: fuori spie e possibili sabotatori.
Per il re assoluto delle preferenze lo scorso 15 e 16 maggio si tratterebbe di un importante “tentativo di coinvolgimento del proprio elettorato”, parso apatico e demotivato: “Sarebbe – prosegue – una ricetta contro l’astensionismo, per intercettare quelle persone che alle ultime elezioni hanno deciso di non esprimersi”.

Prime avvisaglie di un’autocritica che ufficialmente deve ancora arrivare. L’analisi del voto del Pdl ci sarà nei prossimi giorni, quando certamente si discuterà pure della nomina del nuovo capogruppo di partito in consiglio comunale. Tra le ipotesi in ballo o la riconferma di Gabrielli, o la scelta tra i più votati (con la contesa tra gli ex-amici Piunti e Vignoli) o la virata verso un giovane da lanciare sulla scena.

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