SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Banda di nigeriani dediti a traffico di droga e falsificazione di permessi di soggiorno bloccata dalla Polizia a San Benedetto. L’operazione è stata effettuata nella giornata di venerdì su coordinamento della Squadra Mobile di Ascoli Piceno in collaborazione con la Squadra Mobile di Teramo ed il commissariato di San Benedetto.

Tre gli immigrati arrestati.

Quasi 100 grammi di marijuana suddivisa in 30 dosi pronte per lo spaccio, occultate all’interno di due congelatori, che Rose Damisah, nigeriana di anni 30, e Dickson Ogiemudia, nigeriano di anni 51, erano pronti ad immettere sul mercato sambenedettese.

Gli stranieri, per giunta, si occupavano di creare documenti falsificati per loro connazionali. Edward Ese, nigeriano 35enne e uno degli arrestati, è stato trovato in possesso di un permesso di soggiorno, esteriormente rilasciato dalle autorità spagnole, risultato però contraffatto, così come accertato dalla Polizia Scientifica, che ha riscontrato una tecnica di stampa litografica imitata e un numero seriale non stampato con la prevista tecnica ad incisione laser.

L’immigrato dunque è stato arrestato per possesso di documenti falsi e contraffazione di permesso di soggiorno, nonchè per ricettazione.

Tutti gli stranieri erano domiciliati a San Benedetto del tronto in via Pietro Micca, presso una grande abitazione vicina al litorale; il viavai continuo aveva destato i sospetti degli investigatori, tanto da approntare dei servizi di appostamento.

Proprio gli strani movimenti degli ultimi giorni, con frequenti andirivieni di altri africani, ha fatto decidere agli agenti di operare un’irruzione determinata che ha trovato all’interno altre tre persone oltre gli arrestati, sempre di etnia nigeriana.

Ogiemudia risulta essere sottoposto al regime di libertà vigiliata dal tribunale di sorveglianza di Pavia, per reati inerenti gli stupefacenti, per i quali aveva subito sentenza di condanna da parte della Corte di Appello di Torino a 6 anni di reclusione, avendo fatto parte di un’associazione per delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti nel capoluogo piemontese.

Tutti e tre, pressappoco dal 2000, hanno girovagato in più zone d’Italia in modo da non dare punti di riferimento e poter meglio svolgere le loro attività illecite, rifugiandosi, infine, nel 2010, in territorio piceno: Pavia, Verona, Brescia, Verbania, Trento, Bolzano, Novara, Udine, queste le zone di transito per periodi di 1 anno e mezzo circa.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.410 volte, 1 oggi)